Derby e Internazionali di tennis a Roma, il doppio rischio sicurezza che congela l’Olimpico

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il derby di Roma, quello che tra poco più di una settimana avrebbe dovuto infiammare lo Stadio Olimpico domenica 17 maggio alle 12.30, torna improvvisamente in bilico. Non per ragioni squisitamente tecniche — sebbene la posta in palio per i piazzamenti europei resti altissima, specie per i giallorossi — ma per un intreccio logistico che ha messo in allarme il Viminale. A complicare il quadro, infatti, non è soltanto la consueta rivalità tra le due tifoserie, quanto la sovrapposizione quasi perfetta con un altro grande evento sportivo: la finale del Master 1000 degli Internazionali d’Italia al Foro Italico, prevista per le 17 dello stesso giorno. Due appuntamenti, due flussi umani, due dispositivi di sicurezza destinati a incrociarsi in uno spazio urbano già reso teso dall’alta affluenza di pubblico.

Il regolamento della Serie A che blocca (quasi) tutto

Il nodo, come spesso accade in questi frangenti, affonda le radici nel regolamento del campionato di Serie A. Nelle ultime due giornate, infatti, le partite che coinvolgono squadre impegnate nella corsa allo stesso obiettivo — in questo caso la qualificazione alle competizioni europee — devono giocarsi in contemporanea. Un vincolo pensato per evitare vantaggi competitivi, ma che qui si scontra con la logistica capitolina. La Lega si trova così stretta tra l’obbligo normativo e la richiesta di scaglionare gli eventi per non sovraccaricare le aree di transito. L’ipotesi di un anticipo al mattino (quella stessa fascia delle 12.30 ancora tutta da confermare) è stata valutata, ma non risolve il problema di fondo: gli oltre ventimila appassionati che affolleranno il Foro Italico per assistere — o forse sognare, nel caso di Jannik Sinner — all’atto conclusivo del torneo, si muoveranno lungo direttrici che intersecano inevitabilmente quelle dei tifosi diretti all’Olimpico.

Allarme al Viminale per l’incrocio tra tennis e calcio

Negli uffici del ministero dell’Interno, la preoccupazione è cresciuta nelle ultime ore al punto da far ipotizzare uno slittamento del derby ad altra data. Non si tratta di una decisione presa alla leggera: lo stesso Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive ha già imposto l’orario diurno per la stracittadina, una cautela resa necessaria dai precedenti di ordine pubblico che legano da sempre questo tipo di incontro. Tuttavia, la concomitanza con la finale degli Internazionali introduce una variabile inedita. Milioni di persone tra tifosi e semplici spettatori sono attesi nella Capitale in quei giorni; un dato, quest’ultimo, che fotografa la portata del problema. Il Viminale non ha ancora sciolto la riserva, ma la tensione cresce anche tra i club, costretti a rivedere preparazione e piani logistici a pochi giorni dal match.

Lo sfogo di Sarri e il calendario (ancora) in sospeso

La polemica sull’orario del derby, va ricordato, era esplosa già nei giorni scorsi a margine di alcune dichiarazioni dell’allenatore Maurizio Sarri. Un acceso dibattito mediatico che aveva messo in luce le difficoltà di incastrare gli impegni delle due squadre con le esigenze di sicurezza. Ora, però, il fronte si è allargato: non si tratta più solo di scegliere tra mattina e sera, ma di capire se il 17 maggio si giocherà pure. La Lega Serie A sta vagliando soluzioni alternative, mentre l’Osservatorio attende elementi concreti per esprimersi. Una cosa è certa: senza derby in contemporanea con la finale di tennis, l’allarme sicurezza si ridurrebbe drasticamente. Con tutto ciò che ne consegue in termini di risorse e dispositivi preventivi. I tifosi — quelli che aspettano questa partita da mesi — restano in attesa. L’Olimpico, ancora una volta, rischia di restare vuoto nel giorno più caldo della primavera sportiva romana.

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