Modifiche allo Statuto Figc, la svolta di Gravina
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Redazione Sport
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L'assemblea straordinaria della Figc, tenutasi lunedì 4 novembre, ha approvato le modifiche allo Statuto federale proposte dal presidente Gabriele Gravina. Queste modifiche, che hanno aumentato il peso decisionale della Lega Serie A, non sono state appoggiate dalla stessa Lega, la quale si è divisa in due: otto contrari e dodici astenuti. Tale spaccatura potrebbe avere conseguenze politiche rilevanti, poiché evidenzia una frattura interna che potrebbe influenzare le future decisioni federali.
Lorenzo Casini, presidente della Lega Serie A, ha sottolineato l'importanza di un fronte compatto, ma la realtà dei fatti ha dimostrato il contrario. La battaglia di potere tra Gravina e i presidenti di Lazio e Napoli, Lotito e De Laurentiis, ha visto prevalere il primo, rafforzando la sua posizione all'interno della Figc. Tuttavia, la mancanza di supporto unanime potrebbe indebolire il controllo di Gravina sull'assemblea, rendendo più difficile la gestione delle future riforme.
Durante l'assemblea, Gravina ha ribadito le richieste del calcio italiano allo Stato, tra cui il tax credit, la sburocratizzazione degli stadi e una percentuale delle scommesse. Ha sottolineato come sia necessario aumentare le risorse destinate al calcio, lamentando però la mancanza di sostegno politico. Questo voto rappresenta una svolta significativa, come affermato da Casini, ma anche un segnale di quanto sia complesso governare un consesso così eterogeneo.
La riforma dello statuto Figc ha messo in luce i retroscena della disfatta di Lotito nella sua guerra di potere con Gravina. La battaglia, condotta insieme al presidente della Lega Serie A Casini, ha ottenuto solo otto voti su venti, dimostrando che le pretese massimaliste della "Confindustria del calcio italiano" non sono state accolte.




