Empoli-Entella, l’illusione di Guiu non basta: un pari che sa di beffa e un espulsione choc per Caserta

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Redazione Sport Redazione Sport   -   C’era una volta, o forse sarebbe meglio dire ieri sera al Castellani, la vittoria che vale una stagione. Ma come spesso accade in questi scontri diretti dove la posta in palio, un intero campionato, schiaccia le gambe e annebbia la lucidità, il risultato è stato quello che nessuno dei due contendenti, l’Empoli e la Virtus Entella, avrebbe voluto firmare alla vigilia: un pareggio, 1 a 1, che sa di acqua fresca per la disperazione di entrambe.

Eppure, l’avvio aveva illuso i liguri, guidati in panchina da Chiappella, e il loro attaccante Guiu. La difesa dell’Empoli, infatti, si è trasformata in un’autentica via crucis già dopo poco più di dieci minuti. A innescare il caos è stato un retropassaggio di testa – diciamolo, a dir poco folle – del difensore Moruzzi che ha messo in difficoltà il portiere Fulignati. La sfera, vagante e indigesta, è finita poi sui piedi di Mezzoni, il cui cross al bacio ha trovato la testa dell’immarcescibile Guiu. Un colpo secco, infallibile, per l’1 a 0 che sembrava poter indirizzare la fuga verso la salvezza.

La reazione dei padroni di casa, però, c’è stata, sebbene apparecchiata più dalla disperazione che da una reale geometria. L’Empoli, infatti, ha provato a pungere nel finale del primo tempo: prima con un colpo di testa di Lovato che ha fatto sobbalzare i tifosi sugli spalti, poi con un destro di Fila che ha dato solo l’illusione della rete. Si è chiusa così una prima frazione sporca, nervosa, dove la qualità si è persa per strada lasciando spazio alla paura di sbagliare.

La scossa di Magnino e il fattore X rosso per l’allenatore

Nella ripresa, complice forse la frustrazione di essere in svantaggio o la necessità di cambiare marcia, l’Empoli si è rivoltato contro l’Entella come una belva ferita. Ed è bastato un lampo, al 50’, per ristabilire la parità. Shpendi, agile sulla fascia, ha messo al centro un pallone che sembrava destinato a perdersi, ma l’accorrente Magnino, in tuffo di testa, ha infilato la sfera all’incrocio dei pali nonostante il tentativo disperato di Del Frate.

In quel momento, il Castellani ha ripreso a respirare, credendo che la rimonta fosse ormai questione di minuti. E invece, sul più bello, quando l’inerzia sembrava pendere tutta dalla parte dei toscani, ecco l’episodio che ha gelato l’aria e cambiato il volto della partita: l’espulsione diretta del tecnico di casa, Fabio Caserta. L’accaduto, al minuto 64, ha del surreale: sugli sviluppi di una rimessa laterale, l’allenatore dell’Empoli ha trattenuto Di Mario, un avversario. Una trattenuta a dir poco plateale, forse frutto della tensione, che l’arbitro Marinelli ha valutato come condotta violenta, decretando il cartellino rosso e lasciando la sua squadra senza la guida tecnica in un momento cruciale.

Le ripercussioni in classifica e la cronaca di un ko mancato

Con un uomo in meno in panchina ma non in campo, la sfida si è trasformata in un autentico calvario tattico. L’Entella, forte del pari e dell’uomo in più nella testa (dato che l’espulso era il coach), si è chiusa a riccio, mentre l’Empoli, pur cercando con insistenza il colpo del ko, non ha più trovato la lucidità per costruire occasioni nitide.

Nel finale, tra fischi e rimpianti, è prevalso l’istinto di sopravvivenza. Un punto a testa, dunque, che in ottica classifica non fa certo gridare al miracolo. L’Empoli resta agganciato alla Reggiana e al Pescara, tenendo momentaneamente a bada la zona play-out, mentre l’Entella, con 36 punti, vede il distacco dallo Spezia ridursi a una sola lunghezza. La bagarre per non retrocedere, insomma, resta più aperta che mai, con questo pareggio che più che una soluzione rappresenta un semplice rinvio del verdetto.

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