A Pordenone alcuni supermercati aperti il primo maggio, altri scelgono la chiusura
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Redazione Economia
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Mentre il primo maggio, festa nazionale dedicata ai lavoratori, vedrà la maggior parte delle attività commerciali chiudere i battenti, alcuni supermercati a Pordenone hanno deciso di garantire un servizio ridotto, adeguandosi alle esigenze di chi, in giornate festive, necessita di fare acquisti. La scelta, non uniforme tra le diverse catene, riflette politiche aziendali spesso divergenti: c’è chi privilegia il riposo dei dipendenti e chi, invece, opta per aperture contingentate.
Tra i punti vendita che resteranno accessibili spiccano quelli del gruppo Pam, con orari differenziati a seconda della location: quello di viale Grigoletti 74 osserverà un’apertura dalle 9:00 alle 20:00, mentre il negozio di corso Garibaldi prolungherà l’orario fino alle 21:00. L’Interspar di via Benedetto Marcello, gestito da Despar, sarà operativo solo nella prima parte della giornata, dalle 8:30 alle 14:00.
Altre insegne, come Carrefour, Lidl e Bennet, hanno adottato una linea flessibile, lasciando ai singoli esercizi la facoltà di stabilire se aprire e con quale orario, suggerendo ai clienti di verificare online gli aggiornamenti. Stessa prassi per Conad, che pur garantendo la presenza di diversi supermercati, invita a controllare sul sito quali siano effettivamente attivi. Famila, invece, ha preferito limitare le aperture alla sola mattinata, con chiusura alle 13:00.
Diversa la posizione della Coop, che ha scelto la chiusura integrale, replicando quanto già fatto il 25 aprile. Una decisione che, se da un lato priva i consumatori di un’opzione in più, dall’altro risponde a precise logiche contrattuali e sindacali, mirate a tutelare il diritto al riposo del personale.
La frammentarietà delle aperture non riguarda solo Pordenone: a Bari, come a Genova, le grandi catene hanno adottato criteri disomogenei. Esselunga, ad esempio, nella città ligure terrà tutti i punti vendita chiusi, mentre Conad – seppure con modalità non uniformi – garantirà una copertura parziale.
La situazione riflette un dibattito più ampio, che periodicamente riemerge in occasione delle festività, tra chi ritiene indispensabile mantenere aperti alcuni servizi e chi, invece, considera sacrosanto il diritto alla sospensione delle attività. Senza contare che, per molti lavoratori del settore, il primo maggio rappresenta una giornata come le altre, con turni e obblighi che non sempre coincidono con lo spirito della ricorrenza.




