Manovra, il testo blindato arriva a Montecitorio tra le proteste dell'opposizione
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Redazione Interno
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La voce di Giorgia Meloni, che nel 2019 protestava dall'emiciclo, è risuonata inaspettatamente nella sala Mappamondo, riprodotta dal telefono di un deputato dell'opposizione durante la seduta fiume della commissione Bilancio. Un episodio simbolico, quello che ha visto protagonista il dem Claudio Mancini, il quale ha voluto ricordare, in un momento di tensione parlamentare, le battaglie condotte in passato dall'attuale presidente del Consiglio. La scena si è svolta mentre i deputati esaminavano, senza poterli modificare, gli emendamenti alla legge di Bilancio, giunta ormai alla Camera per l'approvazione definitiva dopo il passaggio al Senato.
La fiducia posta sul testo e le critiche allo svolgimento dei lavori
Il governo ha infatti posto la questione di fiducia sul testo, accelerando i tempi e imponendo una discussione lampo in Aula, dopo che il dibattito in commissione si è svolto senza alcuna concreta possibilità di emendamento. Una procedura, questa, dettata dalla necessità di evitare l'esercizio provvisorio dei bilanci, ma che ha suscitato le vibranti proteste dei gruppi di opposizione. Quest'ultimi hanno accusato l'esecutivo di ridurre il Parlamento a un mero organo di ratifica, mortificandone la funzione deliberativa e trasformando i deputati in semplici "passacarte", come è stato dichiarato in sede di discussione. Una critica che ha attraversato trasversalmente le forze politiche non governative, le quali hanno denunciato un metodo considerato poco rispettoso del confronto parlamentare.
Le tensioni sulla riforma pensionistica e il rischio esercizio provvisorio
Dure parole sono giunte, in particolare, dal deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, il quale ha sottolineato come si sia giunti a un passo dall'esercizio provvisorio senza che vi siano, a suo dire, giustificazioni valide, se non i due mesi di discussioni accese in Senato. Il riferimento polemico è andato alle contraddizioni emerse sulla riforma Fornero, con la maggioranza accusata di aver superato "in peggio" la normativa precedente, soprattutto per i lavori usuranti e per la cancellazione dell'opzione donne, con l'effetto – secondo questa visione – di posticipare per molti l'età del pensionamento. Queste tensioni hanno caratterizzato l'ultimo rush della manovra, evidenziando le profonde divisioni su una materia così delicata.
La difesa del governo e la struttura della legge di bilancio
A difendere il provvedimento, nel merito e nel metodo, è intervenuto il relatore di maggioranza, il quale ha tracciato un quadro delle condizioni di partenza estremamente difficili. La manovra, composta da due sezioni, 21 articoli e 973 commi, si è dovuta confrontare con l'eredità economica della pandemia, l'impatto del Superbonus e le tensioni internazionali, dalla guerra in Ucraina al conflitto in Medio Oriente, con i loro effetti su energia e inflazione. Pur in questo contesto complesso, il relatore ha sostenuto che la legge poggia su "basi solide", ossia risultati economici reali e una ritrovata credibilità finanziaria, orientando le scelte politiche a favore di famiglie, lavoro, imprese e sanità pubblica. Un atto, secondo questa ricostruzione, che rappresenta il punto d'arrivo di un lavoro governativo condotto in circostanze oggettivamente impegnative.




