Salvini: “Ius soli e Ius scholae archiviati”. E chiede di accelerare sulla stretta alla cittadinanza
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Redazione Interno
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Matteo Salvini considera chiusa la partita sulla cittadinanza e, con essa, anche la proposta avanzata nei mesi scorsi da Forza Italia per legare l’accesso alla nazionalità italiana al percorso scolastico. Nel corso di una conferenza stampa nella sede della Lega in via Bellerio a Milano, il vicepremier e leader del Carroccio ha dichiarato che «Ius soli e Ius scholae sono archiviati», spiegando che la ragione non risiede nei fatti del fine settimana, bensì nel fatto che l’Italia si colloca «tra i primi tre posti in concessione di cittadinanza nei Paesi Ue».
Una presa di posizione che chiude, almeno nelle intenzioni del partito, il confronto interno alla maggioranza su un tema che aveva visto gli azzurri insistere per un meccanismo di accesso legato alla frequenza scolastica.
La richiesta di un decreto per le norme sulla sicurezza
Nel corso dell’incontro con i giornalisti, Salvini ha chiesto di accelerare sull’approvazione della cosiddetta norma «anti-maranza», trasformando in decreto le disposizioni contenute nel disegno di legge parlamentare, in modo da renderle immediatamente operative. «I saccheggi e le devastazioni, compiuti anche da ragazzi di 12 anni, impongono un’accelerazione a questo intervento», ha affermato il leader leghista, riferendosi agli episodi che hanno interessato Milano, Torino e Bologna nel fine settimana.
Tra le misure indicate come urgenti figurano il fermo preventivo anche per i minorenni, il divieto di aggregazione per violenza di gruppo e la possibilità di arresto differito per i reati di saccheggio e devastazione.
La dinamica dei disordini nelle città
Le dichiarazioni di Salvini arrivano all’indomani di una giornata di mobilitazione contro il carovita che in diverse città italiane è degenerata in scontri con le forze dell’ordine. A Milano, dopo i cortei partiti da piazza del Duomo, gruppi di giovani hanno eretto barricate e preso di mira le vetrine di alcuni esercizi commerciali; la polizia ha risposto con lacrimogeni e idranti, mentre a Torino un negozio è stato preso d’assalto e a Bologna gli agenti hanno utilizzato gli idranti per disperdere i gruppi più aggressivi.
Secondo quanto riferito dalle autorità, nel capoluogo lombardo i fermati sono stati oltre duecento, con una quota prevalente di minorenni.
Il contenuto della proposta di legge
Il testo in discussione alla Camera, a prima firma del leghista Igor Iezzi, interviene sulle cause ostative all’acquisizione della cittadinanza per chi è nato in Italia e la richiede al compimento dei 18 anni.
La riformulazione approvata in Commissione Affari costituzionali prevede che una condanna per una serie di reati gravi, tra cui quelli legati allo spaccio di stupefacenti, possa precludere l’ottenimento della nazionalità; il testo originario è stato però modificato su richiesta di Forza Italia, che ha ottenuto di restringere il campo ai reati puniti con pene superiori a tre anni e di escludere l’obbligo di certificazione linguistica per chi ha frequentato le scuole in Italia.
La norma prevede inoltre ulteriori ipotesi di revoca della cittadinanza già ottenuta in caso di condanna per delitti considerati di particolare allarme sociale.
Il rapporto con il ministro dell’Interno
Sollecitato dai giornalisti sulla gestione dell’ordine pubblico nel weekend milanese, Salvini ha evitato di assumere la difesa del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, esponente della Lega. «Non mi sostituisco a Piantedosi, fino alle prossime elezioni», ha risposto il vicepremier, aggiungendo poi, quando gli è stato fatto notare che il titolare del Viminale è espressione del Carroccio, che «non mi risulta che sia iscritto alla Lega».
Una precisazione che, sul piano politico, sembra prendere le distanze dalla gestione delle misure di sicurezza adottate in occasione delle manifestazioni.
Le misure invocate e il quadro parlamentare
Oltre al fermo preventivo per i minorenni e all’arresto differito, la Lega punta a introdurre nel testo norme che consentano di intervenire prima che le situazioni di violenza di gruppo degenerino. Il disegno di legge è atteso in aula alla Camera per la prima lettura, con il centrodestra intenzionato a licenziarlo entro la settimana e le opposizioni che hanno annunciato battaglia, anche attraverso la presentazione di emendamenti.
Nel frattempo, la richiesta di trasformazione in decreto rappresenta un tentativo di bypassare i tempi parlamentari, materia sulla quale il leader del Carroccio ha invocato compattezza della maggioranza, superando quelle che ha definito «prudenze e rinvii».
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