Legge elettorale, la Camera vota le fiducie: l'ok finale atteso per l'8 ottobre

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Camera dei deputati è convocata lunedì 5 ottobre alle ore 14 per l'esame della proposta di legge sulle disposizioni in materia di elezioni della Camera e del Senato, già approvata a Montecitorio e modificata da Palazzo Madama (A.C. 2822-B). Come convenuto in Conferenza dei capigruppo, il governo porrà tre questioni di fiducia sui primi articoli del provvedimento, aprendo così la settimana decisiva per la riforma elettorale voluta dalla maggioranza di centrodestra.

Il calendario dei lavori e il voto finale

Dopo la fiducia di lunedì, le votazioni sui primi due articoli sono in programma martedì 6 ottobre, mentre mercoledì 7 si terranno le dichiarazioni di voto e il voto sull'articolo 3. Nella stessa giornata si procederà anche all'esame di una ventina di ordini del giorno. Il voto finale sull'intero testo, a scrutinio segreto, è previsto per giovedì 8 ottobre a partire dalle 12:30, con diretta Rai. L'Assemblea si pronuncerà in terza lettura esclusivamente sulle modifiche introdotte dal Senato, che ha licenziato un testo di nove articoli.

Il primo scoglio superato e il nuovo sistema

Nella giornata di giovedì 1 ottobre, l'Aula di Montecitorio ha respinto a scrutinio segreto le pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni, con 229 voti contrari e 151 favorevoli. Superato questo passaggio, la maggioranza compatta si appresta a completare l'iter di una riforma che sostituisce il Rosatellum con un sistema proporzionale corretto da un premio di governabilità.

Il meccanismo attribuisce 70 seggi aggiuntivi alla Camera e 35 al Senato alla lista o coalizione che ottiene almeno il 42 per cento dei voti validi in entrambe le Camere, entro un tetto massimo di 220 deputati e 113 senatori. In assenza di questa condizione, il premio non scatta e i seggi vengono distribuiti con criterio integralmente proporzionale. Restano le liste bloccate, con soglia di sbarramento al 3 per cento per le singole liste e al 10 per cento per le coalizioni, mentre il nome del candidato premier dovrà essere indicato al momento del deposito del contrassegno.

Le criticità segnalate dagli analisti

Il meccanismo del premio ha alimentato un dibattito tecnico sulle sue possibili distorsioni. Secondo le simulazioni condotte da istituti di ricerca, il calcolo della cifra elettorale su cui si misura il 42 per cento esclude i voti delle liste coalizzate rimaste sotto lo sbarramento, con l'eccezione della prima lista sottosoglia. Ne deriva che una coalizione con il 45 per cento dei consensi complessivi, ma con più alleati fermi appena sotto il 3 per cento, potrebbe scendere sotto la soglia utile e perdere il diritto al premio.

Un'analisi pubblicata dalla Cise dell'Università Luiss ha inoltre evidenziato il caso limite di due coalizioni attestate rispettivamente al 42,1 e al 42 per cento: a fronte di una differenza di appena un decimo di punto, la prima ottiene 105 parlamentari aggiuntivi mentre la seconda resta esclusa dal premio. La Corte costituzionale, con la sentenza n.

35 del 2017 sull'Italicum, aveva già ritenuto non fondata una questione analoga, osservando che appartiene alla logica del premio di maggioranza che la lista arrivata seconda riceva meno seggi anche quando abbia superato la soglia, e che eventuali correttivi rientrano nella discrezionalità del legislatore.

Dopo il voto, i decreti attuativi

L'approvazione parlamentare non esaurisce il percorso della riforma. Per rendere operativo il nuovo sistema serviranno la promulgazione da parte del Presidente della Repubblica e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il governo avrà poi l'onere di emanare, entro novanta giorni, i decreti legislativi attuativi per il ridisegno tecnico dei collegi elettorali sul territorio nazionale, un passaggio necessario per calibrare la quota proporzionale e i collegi plurinominali.

In caso di mancata approvazione del testo senza modifiche, la maggioranza ha lasciato intendere che la legislatura potrebbe interrompersi anticipatamente.

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