Referendum su lavoro e cittadinanza: come e quando si vota, cosa si decide

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Gli italiani sono chiamati alle urne domenica 8 e lunedì 9 giugno per esprimersi su cinque referendum abrogativi, quattro dei quali promossi dalla Cgil e incentrati su norme del lavoro, mentre il quinto, sostenuto da un comitato di associazioni guidato da Riccardo Magi, Sonny Olumati e Deepika Salhan, riguarda la cittadinanza. I seggi, già allestiti nelle 1.357 sezioni del Friuli Venezia Giulia – unica regione coinvolta – saranno aperti dalle 7 alle 23 nella prima giornata e dalle 7 alle 15 nella seconda. Per votare, occorrerà presentare documento d’identità e tessera elettorale, sostituibile con un duplicato in caso di smarrimento.

Le schede, distinte da colori diversi – verde, arancione, grigio e così via – riporteranno ciascuna il testo della norma da abrogare, parzialmente o totalmente. I quesiti sul lavoro mirano a modificare aspetti controversi della legislazione vigente, sebbene i promotori evitino di specificare quali riforme concrete verrebbero attuate in caso di vittoria del "sì". Quello sulla cittadinanza, invece, punta a rivedere i criteri di acquisizione della nazionalità, tema da anni al centro del dibattito politico.

La consultazione si svolge in parallelo con i ballottaggi delle amministrative in alcuni Comuni, dopo il primo turno del 25 e 26 maggio. Un elemento che potrebbe influenzare l’affluenza, già oggetto di strategie politiche: il centrodestra, ad esempio, ha invitato all’astensione, considerando i referendum uno strumento inefficace per riformare leggi complesse.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.