Referendum 2025, si vota oggi e domani: cinque quesiti tra lavoro e cittadinanza
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Redazione Interno
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Dalle 7 di questa mattina fino alle 23 di stasera, e poi ancora domani dalle 7 alle 15, oltre 3,3 milioni di elettori emiliano-romagnoli sono chiamati alle urne per i cinque referendum su lavoro e cittadinanza. Un test cruciale, quello di oggi e domani, che potrebbe decidere il raggiungimento del quorum — fissato al 50%+1 degli aventi diritto — anche grazie al peso di una regione che, nella raccolta firme, si era già distinta per partecipazione. Ma l’obiettivo, considerando i numeri, appare tutt’altro che semplice: solo in Emilia-Romagna servirebbero almeno 1.685.347 votanti per superare la soglia.
I quesiti, scritti in un linguaggio tecnico che rischia di confondere più che chiarire, riguardano principalmente il mondo del lavoro — con quattro proposte di modifica legislativa — e uno snellimento delle procedure per l’acquisizione della cittadinanza. La scheda verde, la prima che gli elettori troveranno, è un labirinto di riferimenti normativi: «Volete voi l’abrogazione del d.lgs., n. 23, come modificato dal d.l....», si legge, in un susseguirsi di articoli e commi che potrebbero scoraggiare chi non è avvezzo al gergo giuridico. Eppure, al di là della forma, la posta in gioco è concreta: dalle tutele contrattuali ai tempi di attesa per diventare cittadini italiani.
Intanto, la campagna elettorale si è chiusa tra polemiche. L’ultimo appello al voto lanciato ieri dal palco di Roma da esponenti di Pd, M5s e Avs ha scatenato le proteste del centrodestra, che parla di violazione del silenzio elettorale. La premier Giorgia Meloni, pur annunciando che si recherà alle urne, ha ribadito che non ritirerà la scheda, confermando la linea dell’astensione sostenuta da governo e maggioranza. Una scelta che, in assenza di una mobilitazione trasversale, rischia di pesare sull’affluenza.




