Violenza su una sedicenne nel kebab, tre pakistani indagati

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una sedicenne è stata vittima di una violenza sessuale, lo scorso aprile, all'interno di un locale per la vendita di kebab situato nella Sinistra Piave, in provincia di Treviso. L'episodio, che è emerso soltanto di recente a seguito delle indagini dei Carabinieri, ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati di tre cittadini pakistani, i quali, secondo la ricostruzione degli investigatori, avrebbero agito con ruoli differenti. La giovane, che era solita frequentare il fast food, si trovava nel locale insieme ad alcune amiche in attesa che il padre andasse a prenderla. È in questo contesto, stando a quanto accertato, che i tre uomini le avrebbero offerto delle bevande, tra cui drink alcolici a base di whisky e Coca Cola, prima di condurla con l'inganno nello scantinato del locale, dove si sarebbe consumata la violenza.

Le accuse e i ruoli degli indagati

Le accuse formulate dalla procura sono di violenza sessuale aggravata, in particolare dall'aver approfittato delle condizioni di inferiorità fisica della vittima, stordita dall'alcol, e dalla sua minore età. Il presunto autore materiale del reato è un uomo di 27 anni, titolare dell'esercizio commerciale. A lui, che si sarebbe servito della sua posizione per attirare la ragazza in un luogo appartato, si aggiungono le figure di un connazionale di 29 anni, al quale viene contestato il concorso in violenza sessuale per aver, si ipotizza, agevolato moralmente l'azione, e di un terzo, un 24enne, accusato invece di favoreggiamento per avere rilasciato, secondo l'accusa, dichiarazioni mendaci ai militari dell'Arma nel tentativo di depistare le indagini.

La dinamica ricostruita dagli investigatori

La dinamica degli eventi, quale è stata ricostruita dai Carabinieri del comando di Treviso, prende le mosse da una serata apparentemente normale per la sedicenne, la quale, dopo avere consumato del cibo nel locale, avrebbe accettato dei drink offertile dagli indagati. È proprio l'assunzione di queste bevande, che contenevano alcolici, a rappresentare il preludio della tragedia: la giovane, infatti, sarebbe stata condotta nel seminterrato del kebab, dove, in stato di alterazione e senza possibilità di opporre una valida resistenza, avrebbe subito l'abuso da parte del gestore. L'episodio, rimasto inizialmente sommerso, è venuto alla luce solo in un secondo momento, quando il padre della ragazza ha sporto denuncia, dando il via all'inchiesta che ha permesso di far luce sull'accaduto.

Le indagini dei Carabinieri

L'attività investigativa, scaturita dalla querela presentata dal genitore, ha consentito di raccogliere gli elementi necessari per individuare i tre soggetti e per formulare le pesanti accuse a loro carico. I militari, ascoltando i testimoni e analizzando le varie versioni dei fatti, hanno rilevato delle contraddizioni significative nella posizione del più giovane degli indagati, il quale, fornendo un resoconto non veritiero, avrebbe cercato di proteggere il proprietario del locale. Questo tentativo di ostacolare l'azione della giustizia, unito alla ricostruzione dei movimenti di quella sera, ha costituito la base per le ipotesi di reato che vedono ora i tre pakistani chiamati a rispondere di fronte alla legge per un fatto che ha sconvolto non solo la vita della vittima, ma anche la tranquillità di un intero territorio.

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