iPhone 18 Pro Max, la recensione: l'apertura variabile è una chicca (ma per pochi)
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Redazione Scienza e Tecnologia
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L'iPhone 18 Pro Max è nelle mani dei primi recensori da circa una settimana e il quadro che emerge è convergente: l'aspetto che non cambia può essere fuorviante, perché nell'uso quotidiano ci sono novità che pesano, soprattutto per chi arriva da modelli non recenti. La lettura che torna in gran parte delle prove è quella di un prodotto evolutivo, poco spettacolare esteriormente, sul quale Apple ha lavorato con profitto dando benefici in ambiti specifici e spesso cruciali.
La fotocamera è la novità che conta di più
La principale novità è il diaframma fisico variabile della fotocamera principale da 48 megapixel, regolabile a f/1.48, f/1.8, f/2.8 e f/4. Le prove confermano che il sistema ha effetti ottici reali: cambiando apertura varia la quantità di luce che raggiunge il sensore e cambia anche la profondità di campo, sebbene le dimensioni del sensore di uno smartphone impongano limiti piuttosto evidenti rispetto a una fotocamera tradizionale. Il vantaggio più concreto riguarda l'apertura f/1.48, che consente di raccogliere più luce e ridurre i tempi della modalità Notte, con acquisizioni spesso comprese fra uno e tre secondi. A completare il sistema ci sono i nuovi Pro Controls, con intervento diretto su apertura, tempo di scatto, bilanciamento del bianco e messa a fuoco, oltre a istogramma e focus peaking.
Per chi lascia sempre la fotocamera in automatico il cambiamento sarà meno evidente; per chi vuole decidere come ottenere una fotografia, l'iPhone mette invece a disposizione un livello di controllo che finora richiedeva applicazioni esterne.
L'autonomia è il risultato più convincente
Se sulla portata del diaframma variabile ci sono sfumature diverse, sull'autonomia le recensioni sono molto più concordi. Nel test di Tom's Guide, che prevede navigazione web continua in 5G, iPhone 18 Pro Max ha raggiunto una media di 18 ore e 27 minuti contro le 17 ore e 54 minuti del 17 Pro Max, un incremento del 3,1%. Apple dichiara fino a 45 ore di riproduzione video per il modello più grande, contro le 39 del predecessore.
Le prove basate sull'utilizzo quotidiano raccontano la stessa storia: 9to5Mac riesce ad arrivare facilmente a circa un giorno e mezzo con il Pro Max, mentre il Pro più piccolo conclude comodamente una giornata. Questo modifica anche l'equilibrio interno alla gamma: chi sceglieva il Max soprattutto per la batteria può oggi considerare con maggiore tranquillità il Pro da 6,3 pollici.
Prestazioni e thermal management
Il nuovo chip A20 Pro è il primo processore a 2 nanometri montato su uno smartphone, con CPU a 6 core, GPU a 7 core fino al 40% più veloce e un'interfaccia di memoria con il 50% di banda in più. Nei test di Tom's Guide su Geekbench 6, iPhone 18 Pro e Pro Max hanno totalizzato circa 4.700 punti in single-core, il 25% in più di iPhone 17 Pro. Sul fronte delle temperature, Apple ha adottato una camera di vapore con una superficie tre volte più ampia e ha spostato la memoria accanto al chip invece che sopra.
Gizmodo racconta di non aver mai visto il telefono scaldarsi durante l'uso normale, nemmeno registrando video in 4K a 60 fps sotto un'ondata di caldo.
Un prodotto evolutivo in un momento di transizione
La presentazione dei nuovi iPhone è arrivata a pochi giorni dall'insediamento di John Ternus come amministratore delegato di Apple, subentrato a Tim Cook il 1° settembre. Ternus, che ha guidato l'ingegneria hardware dell'azienda per anni, ha descritto gli iPhone 18 Pro e Pro Max come "aggiornamenti monumentali" dei predecessori. I prezzi partono da 1.199 dollari per il modello da 6,3 pollici e da 1.299 dollari per il Pro Max da 6,9 pollici, con disponibilità dal 18 settembre in oltre 65 paesi.
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