Lorenzo Finn conquista il Monte Livata: show in salita e maglia rosa al Giro Next Gen
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Redazione Sport
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Lorenzo Finn conquista il Monte Livata: show in salita e maglia rosa al Giro Next Gen il Giro Next Gen 2026 ha finalmente il suo padrone. Sul traguardo del Monte Livata, primo vero banco di prova per gli uomini di classifica, Lorenzo Finn ha messo in scena una prestazione da autentico campione, vincendo la tappa regina della corsa rosa Under 23 e conquistando la maglia rosa al termine di una giornata destinata a lasciare il segno.
L'alfiere della Red Bull-BORA-hansgrohe Rookies, che indossava la prestigiosa maglia iridata di campione del mondo, ha dimostrato sul campo di essere il più forte, con un'azione in solitaria che ha piegato la resistenza di tutti i rivali e che gli ha permesso di mettere una seria ipoteca sulla vittoria finale, a due giorni dalla conclusione della manifestazione.
La strategia perfetta della Red Bull-BORA-hansgrohe Rookies
La giornata si è messa subito in moto con una fuga di ben 33 corridori, un numero impressionante che ha costretto le squadre a un lavoro certosino per tenere sotto controllo la situazione. La Red Bull-BORA-hansgrohe Rookies, tuttavia, ha dimostrato una padronanza tattica eccezionale, piazzando ben tre uomini nell'azione decisiva, tra cui spiccavano i tedeschi Paul Fietzke e Gustave Blanc, quest'ultimo di nazionalità francese. Proprio questi due corridori si sono rivelati fondamentali nel finale, diventando i "trampolini di lancio" perfetti per il loro capitano.
Fietzke prima e Blanc poi hanno atteso Finn sulle rampe del Monte Livata, imprimendo un ritmo infernale che ha consentito all'italiano di risparmiare energie preziose per lo scatto decisivo. Come ha spiegato lo stesso Finn dopo il traguardo, la loro azione è stata determinante: "Prima Paul e poi Gustave mi hanno aspettato e hanno fatto un gran ritmo, io dovevo solo seguirli e poi fare l'ultima parte da solo. Devo davvero ringraziarli".
L'azione decisiva sulla Cima Coppi
Sulle rampe del Monte Livata, che con i suoi 1.352 metri di altitudine rappresenta la Cima Coppi di questa edizione, la corsa si è infiammata. L'ecuadoriano Mateo Pablo Ramirez (UAE Team Emirates Gen Z) ha tentato un'anticipazione a circa 16 chilometri dal traguardo, un attacco che sembrava poter mettere in difficoltà il gruppo dei favoriti. Finn, però, ha mantenuto la calma e non si è fatto prendere dal panico, consapevole della lunghezza della salita e delle proprie capacità.
"Ramirez è partito subito e non ho risposto subito perché sono 16 chilometri di salita ed era lunga. Ho fatto il mio ritmo", ha raccontato il campione del mondo, dimostrando una maturità tattica notevole per la sua giovane età. Dopo aver ripreso il fuggitivo, Finn è partito in solitaria a circa 10,5 chilometri dal traguardo, un'accelerazione che si è rivelata un vero e proprio knockout per gli avversari.
Da quel momento, il divario non ha fatto che aumentare, fino a raggiungere il traguardo con 52 secondi di vantaggio su Ramirez e sul terzo classificato, il brasiliano Henrique Bravo Ribeiro (Soudal Quick-Step Devo Team).
La nuova gerarchia in classifica generale
La giornata di gloria per Lorenzo Finn è coincisa con il crollo del precedente leader, il belga Matisse Van Kerckhove (Visma-Lease a Bike Development), che aveva conquistato la maglia rosa solo il giorno prima. Van Kerckhove, già in difficoltà a causa del ritmo sostenuto e del gran caldo, ha pagato a caro prezzo lo sforzo, giungendo al traguardo con un ritardo di quasi quattro minuti, un passivo che lo ha fatto precipitare al 14esimo posto della generale, a 3'48" dal nuovo leader. la classifica generale ora vede Finn al comando con 56 secondi di vantaggio su Ramirez e 58 su Bravo, un margine importante ma che non rende ancora sicura la vittoria, considerando che restano due tappe, di cui una impegnativa frazione in montagna e una cronometro individuale di 22,2 km a L'Aquila.
Le parole del nuovo leader
Al traguardo, Lorenzo Finn ha espresso tutta la sua soddisfazione per un successo che definisce "di squadra". "Avevo grandi gambe e aiuta, ma sicuramente è una vittoria di squadra", ha ribadito, sottolineando come il lavoro dei compagni sia stato fondamentale per poter gestire al meglio le energie. Il giovane ligure ha anche confessato di aver sofferto nel finale, complice il caldo e la durezza dell'ascesa, ammettendo che gli ultimi chilometri, seppur meno ripidi, sono stati comunque molto duri.
Con la maglia rosa ora sulle spalle, il suo obiettivo è chiaro: difenderla fino al traguardo finale di domenica, consapevole che l'impresa non è ancora compiuta. "Indossare la maglia rosa è un grande onore. Ora il mio obiettivo è mantenerla fino alla fine", ha dichiarato, lanciando un messaggio ai rivali in vista delle ultime due giornate di corsa.




