Nicoleta Rotaru: Un Testamento per Proteggere le Figlie dall'Ex Marito
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Redazione Interno
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Nicoleta Rotaru aveva paura che il suo ex marito, Erik Zorzi, potesse ucciderla. Tra il tentativo di ricostruirsi una vita con una nuova relazione, un nuovo lavoro e un trasloco imminente, Nicoleta aveva confidato alle sue amiche più strette di voler fare testamento per proteggere le sue figlie. Non voleva che, in caso di sua morte, le bambine fossero affidate al padre o alla sua famiglia.
Le Continue Liti e gli Interventi dei Carabinieri
Le liti tra Nicoleta ed Erik erano continue, tanto che i carabinieri erano intervenuti ben otto volte, l'ultima circa un mese prima della tragedia. Nonostante la separazione, Erik non si era allontanato dalla casa.
La Notte della Tragedia
Nella notte tra l'1 e il 2 agosto 2023, Erik Zorzi ha aspettato che Nicoleta si addormentasse dopo quattro ore di offese irripetibili. Poi, le ha stretto una cintura al collo, strangolandola a morte in un'agonia durata oltre cinque minuti.
Le Prove Registrate
I rumori metallici, i colpi simili a quelli di un carpentiere e gli ultimi respiri di Nicoleta sono stati registrati dal cellulare. L'ordinanza del gip riporta che i rumori sono iniziati alle 4:41 del 2 agosto, con l'apertura di una porta scorrevole e il cigolio di un vetro della doccia. Successivamente, si sono sentiti altri rumori, come sfregamenti e il tintinnio di una fibbia, seguiti dai versi emessi da Nicoleta e dai cigolii del letto.
Le Figlie Testimoni Involontarie
Le figlie di Nicoleta ed Erik erano in casa durante il femminicidio. La figlia maggiore, ormai adolescente, aveva capito che le urla e i rumori sarebbero durati a lungo, come era già successo molte altre volte.




