Stangata sui carburanti e novità fiscali: il diesel vola, al via lo scarico massivo delle Cu
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Redazione Economia
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L'ondata di rincari che sta investendo il settore dei carburanti in Italia non accenna a fermarsi, con il diesel che tocca picchi preoccupanti in alcune aree del Paese, mentre il governo sembra procedere a rilento, limitandosi a un monitoraggio che, per ora, non si traduce in interventi concreti per arginare la crisi.
In questo scenario, la penultima settimana di luglio si apre con un quadro variegato, dove ai record negativi dei prezzi alla pompa si affiancano, però, novità significative in ambito fiscale e giuridico, come l'attivazione del nuovo servizio per lo scarico massivo delle Certificazioni Uniche e un importante pronunciamento della Cassazione sulle spese condominiali.
Prezzi alle stelle: il caso del raccordo A15 e il caro autostrada
I dati diffusi dall'Osservaprezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) disegnano una situazione critica per gli automobilisti. Se i prezzi medi nazionali già segnano rialzi significativi, con la benzina self service che tocca quota 1,949 euro al litro e il gasolio che sale a 2,124 euro, è sul servito che si registrano le punte più elevate. Lungo il raccordo A15, a Melara, il gasolio servito ha raggiunto i 2,449 euro al litro, mentre la benzina con la stessa modalità sfiora i 2,294 euro.
A preoccupare è anche l'andamento in autostrada, dove il gasolio self service ha raggiunto i 2,196 euro al litro, una soglia che mette a dura prova i portafogli dei consumatori e che rischia di avere ripercussioni a catena sull'intera economia.
Il governo tra monitoraggio e accise mobili: le parole di Giorgetti
Di fronte a questa impennata, il governo guidato da Giorgia Meloni si trova a dover fare i conti con una realtà complessa, in cui la mancanza di risorse finanziarie rappresenta un ostacolo oggettivo. Il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, ha di fatto escluso la possibilità di un nuovo taglio delle accise, dichiarando che al momento non ci sono i fondi necessari per un intervento di questa portata.
La soluzione prospettata, dunque, rimane quella delle cosiddette "accise mobili", un meccanismo che permetterebbe di utilizzare l'extragettito IVA generato proprio dall'aumento dei prezzi per calmierare il costo finale del carburante. Tuttavia, come ha chiarito lo stesso Giorgetti, questo strumento non è automatico e la sua attivazione richiede una valutazione attenta, che dovrà tenere conto dell'andamento del costo del greggio e delle conseguenze sulle casse dello Stato.
L'onda lunga della crisi: la nuova chiusura dello Stretto di Hormuz
La radice di questi rincari va cercata, in gran parte, nel perdurare delle tensioni geopolitiche che stanno interessando le principali rotte del commercio energetico globale. La nuova chiusura dello Stretto di Hormuz ha infatti riacceso i timori per la sicurezza degli approvvigionamenti, spingendo al rialzo le quotazioni del petrolio e, di conseguenza, i prezzi alla pompa.
Una situazione che, come già accaduto in passato, mette in luce la fragilità di un sistema economico fortemente dipendente dalle importazioni di greggio e la necessità di politiche energetiche più lungimiranti per ridurre questa vulnerabilità strutturale.
Novità fiscali: al via lo scarico massivo delle Certificazioni Uniche
In un contesto economico segnato da queste incertezze, fa da contraltare una notizia di natura tecnica ma di grande importanza per gli addetti ai lavori. Dal 22 luglio è ufficialmente operativo il servizio per lo scarico massivo delle Certificazioni Uniche (Cu) per gli anni d'imposta 2024 e 2025.
L'Agenzia delle Entrate, attraverso il nuovo Catalogo dei servizi di interoperabilità, ha attivato il primo servizio che consente agli intermediari fiscali di acquisire i dati in maniera massiva direttamente all'interno dei propri gestionali, senza la necessità di accedere separatamente ai servizi telematici. Si tratta di un passo significativo verso la semplificazione degli adempimenti fiscali, che promette di ridurre i tempi e gli oneri burocratici per i professionisti del settore.
La Cassazione e le terrazze: il proprietario esclusivo paga per la parte aggettante
Un'altra pronuncia di rilievo arriva dalla Corte di Cassazione, che con l'ordinanza 21572 del 24 giugno 2026 si è espressa in materia di ripartizione delle spese condominiali per la manutenzione delle terrazze a livello. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso di una condòmina che contestava la ripartizione delle spese per un intervento straordinario sulla sua terrazza, confermando la lettura della Corte d'Appello di Trieste.
I giudici hanno stabilito che, in base all'articolo 1126 del Codice Civile, la quota di spesa relativa alla parte "aggettante" della terrazza, che funge da copertura per i piani sottostanti, debba gravare per intero sul proprietario esclusivo. Il restante 60%, invece, relativo alla copertura vera e propria, va ripartito tra tutti i condomini. Una decisione che ribadisce un principio consolidato, secondo cui il criterio di ripartizione delle spese si basa sull'utilità che il bene offre ai singoli appartamenti e non esclusivamente sul diritto di proprietà.




