L'Italia chiude a quota 30 medaglie, ma è quarta anche in un'altra speciale classifica: quella dei quarti posti
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Redazione Sport
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Non soltanto il record storico di podi, quel fantastico bottino di 30 metalli preziosi che ha riscritto le pagine dello sport invernale italiano, superando il vecchio primato di Lillehammer ’94, ma anche una posizione di rilievo, seppur amara, in una graduatoria parallela. L’Italia, con i suoi dieci ori, sei argenti e quattordici bronzi, si è piazzata al quarto posto nel medagliere ufficiale, alle spalle di una Norvegia dominante, degli Stati Uniti e dei Paesi Bassi, questi ultimi avanti solo per un argento in più nonostante un numero inferiore di medaglie complessive -1 -5. Tuttavia, l’analisi dei risultati non può fermarsi al podio: se si considerano i cosiddetti piazzamenti, quelle posizioni d’onore che sfiorano il podio, l’Italia si ritrova nuovamente quartia, ma in una classifica che premia le potenze della disperazione per un nonnulla. A dominare questa speciale graduatoria delle medaglie di legno è la Germania, che con i suoi 14 quarti posti – cui si aggiungono 3 quinti e 6 sesti posti – dimostra una continuità di rendimento ai massimi livelli che non sempre, però, si è trasformata in alloro. Subito dietro i tedeschi, a braccetto con l’Italia in questa poco invidiabile rincorsa, ci sono gli Stati Uniti, capaci di collezionare 12 piazzamenti al quarto posto, a fronte dei 12 ori che valgono loro il secondo posto nel medagliere complessivo -1.
Il trionfo numerico e il suo significato, tra disciplina e profondità del movimento
Il dato complessivo delle 30 medaglie, va sottolineato, non è soltanto un numero fine a se stesso, ma rappresenta la fotografia di un movimento sportivo che ha saputo esprimersi su dieci discipline diverse, eguagliando in ampiezza di risultati solo gli Stati Uniti e dimostrando una poliedricità che è l’esatto opposto della concentrazione di successi olandese, tutta incentrata sul pattinaggio di velocità -1 -6. Dallo sci alpino, dove Federica Brignone ha incantato con un’argenteria pesante, allo slittino che ha regalato gioie multiple, passando per il biathlon, lo short track e lo snowboard, ogni angolo delle Alpi ha portato il suo contributo -6. E proprio in questo contesto di successo diffuso, la cerimonia di chiusura all’Arena di Verona ha rappresentato il suggello ideale di una manifestazione che ha saputo coinvolgere l’intero territorio nazionale -7. Non solo le grandi città simbolo come Milano e Cortina, ma anche i piccoli comuni, come ci tiene a far sapere l’Amministrazione Comunale di Venosa, hanno vissuto l’emozione olimpica: quel borgo lucano, attraversato dalla fiaccola, entra a far parte di quel ristretto novero di 300 municipi, su quasi ottomila, che hanno potuto toccare con mano la storia, portandone il ricordo nella memoria collettiva come un onore indelebile. L’Italia, per dirla con le parole di Antonella Baldino, ha scritto la sua pagina più brillante nei Giochi invernali -1.
Storie di atlete e di imprese che hanno segnato questi Giochi
Osservando nel dettaglio le gesta dei protagonisti, emergono con forza i profili di alcune atlete che hanno letteralmente dominato la scena. Francesca Lollobrigida, mamma e campionessa, ha incantato sul ghiaccio del pattinaggio velocità vincendo due medaglie d’oro, regalando immagini di rara tenerezza con il piccolo Tommaso in braccio a giocherellare con le medaglie conquistate -6. Un’altra leggenda, Arianna Fontana, ha ulteriormente allungato la sua striscia vincente, raggiungendo e superando quota 14 medaglie olimpiche complessive, un record assoluto per lo sport italiano che aggiorna il primato che apparteneva a Edoardo Mangiarotti -6 -7. Il suo percorso, iniziato a Torino 2006, si conferma senza fine. Quanto a Federica Brignone, la sua doppietta d’oro in superG e gigante, arrivata dopo un gravissimo infortunio che ne aveva messo in dubbio la partecipazione, ha dell’incredibile, e la scena delle avversarie che, in segno di rispetto, si inginocchiano davanti a lei sulla neve è una delle immagini iconiche di questa Olimpiade -6 -7. Un’altra doppietta, quella storica nello skicross maschile firmata da Simone Deromedis e Federico Tomasoni, ha permesso all’Italia di raggiungere la doppia cifra negli ori, con il secondo che ha voluto dedicare l’argento alla fidanzata scomparsa, Matilde Lorenzi, portandone idealmente il ricordo in pista -6.
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Description: L'Italia chiude le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 con un record di 30 medaglie, piazzandosi quarta nel medagliere e anche nella classifica dei quarti posti dominata dalla Germania.




