Indagati per la tragedia di Cutro: un naufragio evitabile

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il 26 febbraio 2023, una tragedia ha colpito la costa calabrese. Un naufragio ha causato la morte di 94 migranti a soli 300 metri dalla riva. Nonostante gli allarmi, non ci furono soccorsi. Ora, dopo un anno e mezzo, l'inchiesta sulla tragedia è stata chiusa dalla procura di Crotone, che ha affermato che la strage poteva essere evitata.

Indagati per naufragio colposo e omicidio plurimo colposo

Nel registro degli indagati figurano quattro finanzieri e due militari della Guardia Costiera. Sono accusati di naufragio colposo e omicidio plurimo colposo. L'Unione Sindacale Italiana Finanzieri (USIF) ha espresso la sua solidarietà ai colleghi della Guardia di Finanza recentemente rinviati a giudizio per i fatti di Cutro.

La fiducia nel sistema giudiziario italiano

L'USIF ha ribadito la sua completa fiducia nel sistema giudiziario italiano, sottolineando l'importanza del ruolo della magistratura. Sono certi che il processo consentirà di fare piena luce sui fatti e di garantire che la giustizia trionfi.

Richiesta di chiarezza

"Alla fine dalle indagini della procura di Crotone emerge quanto per noi era chiaro fin dall'inizio: la strage sulla spiaggia di Cutro con un centinaio di vittime poteva essere evitata", ha dichiarato Fratoianni. Ha poi aggiunto che sarebbe bastato trattare il caso come un intervento di ricerca e soccorso, invece che come una operazione di polizia, per evitare il tragico epilogo.

Accuse di strage di stato

Massimo Giannini, ospite in studio a In Onda su La7, ha rivendicato il titolo di "Strage di Stato" che aveva proposto pochi giorni dopo la tragedia. Con questo titolo, Giannini metteva nel mirino il governo Meloni e i suoi ministri. Secondo la procura di Crotone, la tragedia dei migranti poteva essere evitata, confermando così le accuse di Giannini.

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