Saros punta sulla nuova tecnologia PSSR per offrire un 4K quasi nativo su PS5 Pro

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   L’attesa per l’arrivo di Saros, la nuova esclusiva targata Housemarque in uscita il 30 aprile, si è trasformata in questi giorni in un fervente dibattito tecnico, alimentato dai dettagli forniti dagli stessi sviluppatori riguardo le prestazioni sulla console di fascia alta di casa Sony. Il creative director Gregory Louden, intervenuto sul PlayStation Blog, ha descritto nel dettaglio l’implementazione dell’aggiornamento del PSSR (PlayStation Spectral Super Resolution), una tecnologia di upscaling che, nella sua versione rilasciata lo scorso marzo, rappresenta il cavallo di battaglia per garantire una risoluzione visiva talmente pulita da risultare, stando alle promesse del team finlandese, praticamente indistinguibile dal 4K nativo durante le fasi di esplorazione di Carcosa.

Non si tratta solo di un semplice filtro applicato al momento della resa finale, perché Housemarque ha scelto di intervenire anche a monte del processo, aumentando la risoluzione di rendering di base prima ancora che l’intelligenza artificiale della console inizi a lavorare. Seppo Halonen, direttore tecnico dello studio, ha chiarito come su PS5 Pro l’immagine di partenza sia già più ricca di dettagli: l’upscaler, quindi, ha meno “lavoro sporco” da fare, affinando un quadro che già di suo si presenta solido. Il risultato, a detta degli sviluppatori, è una definizione superiore anche nei momenti di maggiore caos, dove la risoluzione dinamica entra in gioco per stabilizzare i 60 fotogrammi al secondo; un traguardo, quest’ultimo, mantenuto costantemente durante le sessioni di gioco attive, mentre le sequenze cinematografiche principali subiscono un drop a 30 fps per esaltare la qualità dei modelli poligonali e dell’illuminazione.

Peso massimo e preload: i numeri del lancio

Parallelamente ai dettagli sulle performance, emergono le ultime informazioni logistiche relative al day-one: chi intende immergersi in questa nuova avventura dovrà mettere in conto un ingombro su SSD di circa 83,44 GB, dato riferito alla versione 01.002.002, che include già una patch correttiva applicata prima del rilascio sul marketplace. Si tratta di un’informazione, quest’ultima, filtrata attraverso il consueto lavoro di data mining del profilo X “PlayStation Game Size”, che ha anticipato anche le tempistiche per il preload, permettendo così ai giocatori con connessioni più lente di prepararsi all’avvio della nuova proprietà intellettuale.

Sebbene il lancio sia fissato per la fine di aprile, la critica specializzata potrà esprimersi con una certa dose di anticipo: la redazione ha già avuto modo di visionare il titolo, e la recensione sarà pubblicata una settimana prima dell’effettiva uscita sul mercato, un segnale che, nel settore, indica solitamente una buona fiducia da parte del publisher nella qualità del prodotto finito. La prova su strada, quindi, servirà a verificare sul campo se il divario qualitativo tra la modalità prestazionale della console base e i miglioramenti apportati alla versione Pro giustifichi l’investimento nell’hardware aggiornato.

Dualsense e audio 3d: l’immersione sensoriale

Guardando al comparto più squisitamente esperienziale, Saros eredita e potenzia l’eredità di Returnal sfruttando ogni peculiarità del controller DualSense. La resistenza dei grilletti adattivi è stata programmata per distinguere due fasi di pressione differenti: una pressione parziale attiverà il fuoco alternativo dell’arma primaria (pensato per proiettili devianti o lanciagranate), mentre premendo fino in fondo si scatenerà l’Eclipse Power Weapon, un’arma potenziata che consuma i proiettili assorbiti in precedenza dallo scudo. Questa meccanica, legata a doppio filo alla gestione delle risorse difensive, promette di alterare il ritmo classico degli sparatutto, premiando chi saprà bilanciare la protezione con l’offesa.

Sul fronte uditivo, l’evoluzione dell’audio 3D Tempest mira a ricreare una consapevolezza spaziale totale, permettendo di localizzare i nemici o gli elementi ambientali anche al di fuori del campo visivo diretto. Una scelta stilistica, quella del sound design, che punta a intensificare la tensione durante l’esplorazione dei livelli, rendendo la colonna sonora e gli effetti ambientali parte integrante del gameplay piuttosto che un semplice contorno narrativo.

La resa dei conti tecnica

L’intervento più radicale, comunque, resta quello sulla risoluzione di base: mentre su PS5 standard l’esperienza si attesterà su un solido e rispettabile 60 fps, la versione per Pro alza l’asticella della nitidezza pixel per pixel. Lo studio ha infatti ritoccato la qualità dei riflessi e dei dettagli superficiali delle texture, assicurando che il guadagno in termini di chiarezza non fosse semplicemente “matematico” (cioè legato al solo conteggio dei pixel), ma anche qualitativo. È un peccato, per i puristi delle performance, che non sia stato annunciato un modo a 120 fps (nemmeno sacrificando la risoluzione), ma la scelta di Housemarque sembra orientata verso la stabilità e la fedeltà visiva, sacrificando le cinematiche a 30 fotogrammi pur di mantenere la giocabilità fluida al 99% dell’esperienza.

Saros arriverà quindi sul mercato forte di queste premesse tecniche, con la consapevolezza di dover soddisfare chi ha speso il sovrapprezzo per la console più potente di questa generazione. La ricetta di Housemarque, in tal senso, non punta a reinventare la ruota dell’azione bullet hell, ma a levigare ogni singolo fotogramma con un’attenzione quasi maniacale alla resa su schermo, dove il PSSR aggiornato e la potenza bruta della macchina di Sony dovranno dimostrare se l’occhio umano è davvero in grado di percepire la differenza tra un’immagine ricostruita e una realmente nativa.

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