Giorgetti sferza le banche: «Tornino al loro ruolo, più credito e investimenti»
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Redazione Economia
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Collegato in video dall’Aula Magna dell’Università Bocconi, dove si svolgeva l’assemblea annuale dell’Associazione bancaria italiana (Abi), il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha lanciato un attacco inatteso al sistema creditizio italiano. «Il governo e il Mef hanno fatto la loro parte», ha detto, sottolineando come la disciplina di bilancio abbia ridotto lo spread e migliorato il rating del paese, «quindi mi attenderei che gli istituti di credito approfittino di questo quadro mutato e tornino a fare le banche».
Le parole di Giorgetti, pronunciate davanti al gotha della finanza italiana, non sono una semplice esortazione, ma trovano fondamento nei dati. Secondo le rilevazioni della Fondazione Fiba di First Cisl, i primi cinque gruppi bancari nazionali hanno ridotto l’erogazione del credito per dieci trimestri consecutivi. Un trend che, se esteso all’arco temporale che va dal 2011 al 2024, mostra un calo complessivo di 330 miliardi di finanziamenti all’economia reale.
«Ora tocca a voi», ha aggiunto il ministro, evidenziando come il rapporto impieghi/raccolta delle banche italiane sia nettamente inferiore rispetto alla media dell’area euro. Un divario che, se da un lato riflette la prudenza degli istituti in un contesto di incertezze macroeconomiche, dall’altro rischia di frenare la ripresa. Dal 2021, del resto, i prestiti a famiglie e imprese sono diminuiti del 30%, un dato che giustifica, almeno in parte, lo sfogo di Giorgetti.
Quello che colpisce, però, è il tono usato in un’assemblea di categoria, dove di solito la politica preferisce mantenere un profilo più conciliante. Eppure, il ministro non ha esitato a esortare le banche a «tornare a fare il loro mestiere», quasi a voler ribadire che, dopo gli interventi pubblici, sia giunto il momento che il settore privato faccia la sua parte.




