Crollo da 19 miliardi nel mercato crypto, tra dazi e liquidazioni di massa
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Redazione Economia
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Un terremoto finanziario ha scosso il mondo delle criptovalute, spazzando via in due giorni qualcosa come diciannove miliardi di dollari di valore. L'evento, che si configura come il più imponente per liquidazioni forzate che la storia crypto ricordi, ha coinvolto quasi un milione e mezzo di trader tra il venerdì e il sabato di un weekend di ottobre. La concatenazione di eventi, che ha visto gli exchange sobbalzare sotto il peso di posizioni eccessivamente leverage, ha creato una spirale di vendite forzate, le quali, a loro volta, hanno alimentato ulteriori cali dei prezzi in un circolo vizioso difficile da arrestare.
Le radici geopolitiche del crollo
All'origine di questa emorragia di valore non vi è stata una semplice correzione di mercato, bensì l'annuncio a sorfera del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di imporre dazi del cento per cento sui prodotti provenienti dalla Cina. Questa mossa, percepita come l'avvio di una nuova e più aggressiva fase di guerra commerciale, ha innescato un'ondata di panico che si è propagata immediatamente dagli asset tradizionali a quelli digitali. Il cosiddetto indice della paura e dell'avidità è crollato di ben trentasette punti, passando da un livello di "avidità" a uno di "paura" profonda, il più basso registrato negli ultimi sei mesi.
Il caso Bitcoin e le prospettive di rimbalzo
Il Bitcoin, che nei primi mesi del duemilaventicinque aveva già registrato un drammatico ribasso superiore al ventisei per cento, è stato il perno attorno al quale si è sviluppata la crisi. Il suo prezzo, partito da oltre centonovemila dollari, è sprofondato fino a toccare i settantaquattromila. Ciononostante, alcuni analisti, tra i quali l'economista Timothy Peterson, fanno notare come crolli di questa entità nel mese di ottobre siano un'evenienza statistica piuttosto rara. "Negli ultimi dieci anni", ha scritto in un post, "si sono verificati solo quattro casi". Proprio l'eccezionalità del evento, secondo la sua analisi, potrebbe preludere a un rimbalzo tecnico anche consistente, stimabile fino a un ventuno per cento nel giro di una settimana, qualora il mercato decidesse di seguire le pattern storiche.
Le dinamiche delle liquidazioni forzate
Il meccanismo che ha trasformato un forte calo in una strage di posizioni è quello delle liquidazioni forzate, un elemento strutturale del trading con leva. Quando il valore di un asset scende al di sotto di una certa soglia, gli exchange chiudono automaticamente le posizioni per recuperare i fondi prestati, generando una vendita forzata che non tiene conto delle strategie o delle aspettative degli investitori. È stato proprio questo effetto domino a moltiplicare l'entità delle perdite, creando una situazione di illiquidità e di alta volatilità nella quale pochi sono riusciti a salvarsi.




