Siria, accordo tra nuove autorità e ribelli per lo scioglimento dei gruppi armati

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   In un contesto di profonda trasformazione politica, la Siria ha recentemente assistito a un evento di notevole rilevanza: Ahmed al-Sharaa, noto anche come Abu Mohammad al-Jolani, ha annunciato un accordo con gli ex capi delle fazioni ribelli per sciogliere tutti i gruppi armati e integrarli nelle forze di sicurezza sotto il Ministero della Difesa. Questo passo, che segna un tentativo di consolidamento del potere e di stabilizzazione del paese, è stato accolto con un misto di speranza e scetticismo.

Al-Sharaa, che ha cercato di riciclarsi da leader terrorista a mediatore politico, ha ricevuto delegazioni di varie confessioni locali, inclusa quella drusa libanese guidata da Walid Jumblatt. Durante questi incontri, ha affermato che la Siria non eserciterà più un'influenza negativa oltreconfine, impegnandosi per lo smantellamento delle decine di gruppi armati che hanno partecipato al rovesciamento del regime di Bashar al-Assad.

Tuttavia, non tutte le forze armate presenti sul territorio siriano hanno aderito a questo accordo. Le forze sostenute dai turchi, ad esempio, non hanno accettato di disarmarsi. Inoltre, l'accordo non riguarda le Forze Democratiche Siriane (FDS), il gruppo a guida curda sostenuto da Washington, che controlla ampi territori nel nord-est della Siria. Le foto pubblicate dall'agenzia di stampa statale Sana mostrano al-Sharaa circondato dai capi di varie fazioni armate, ma i rappresentanti delle forze curde sono assenti.

Il primo ministro siriano, Mohammed al-Bashir, aveva dichiarato la scorsa settimana che il Ministero della Difesa sarebbe stato ristrutturato per accogliere i nuovi membri delle forze di sicurezza.

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