Siria, accordo tra nuove autorità e ribelli

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Ahmed al-Sharaa, noto come Abu Mohammad al-Jolani, sta cercando di trasformarsi da leader terrorista a mediatore di rilievo dopo la caduta del regime siriano di Bashar al-Assad. Dopo aver accolto delegazioni di varie confessioni locali, tra cui quella drusa libanese guidata da Walid Jumblatt, e aver dichiarato che la Siria non eserciterà più un'influenza negativa oltreconfine, al-Jolani si impegna ora per lo smantellamento delle decine di gruppi armati che hanno partecipato al rovesciamento del regime.

Il leader siriano ha annunciato di aver raggiunto un accordo con gli ex capi delle fazioni ribelli per sciogliere tutti i gruppi armati e consolidarli sotto il Ministero della Difesa. Tuttavia, le forze sostenute dai turchi non aderiscono all'accordo. Il primo ministro siriano, Mohammed al-Bashir, aveva dichiarato la scorsa settimana che il ministero sarebbe stato ristrutturato per integrare i combattenti disarmati.

Al-Jolani, che ha abbandonato il suo nome di guerra per tornare a quello di Ahmad al-Sharaa, promette moderazione e dialogo con le diverse confessioni religiose. Se fosse un partito impegnato in una regolare competizione elettorale, questi potrebbero essere gli slogan di Hayat Tahrir al-Sham (HTS), l'organizzazione islamista che l'8 dicembre ha detronizzato il dittatore Bashar al-Assad.

Nonostante le rassicurazioni, l'accordo non riguarda le Forze Democratiche Siriane (FDS), il gruppo a guida curda sostenuto da Washington che controlla ampi territori nel nord-est della Siria.

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