Bonus mobili ed elettrodomestici prorogato al 2026, ecco le novità
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Redazione Economia
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La Legge di Bilancio per il 2026, attualmente in fase di approvazione, sancisce la continuità del Bonus Mobili ed Elettrodomestici, una misura che, come è noto, sostiene le spese per l’arredo e la dotazione degli immobili oggetto di ristrutturazione. La principale novità, che molti si auguravano, risiede non in un ampliamento della platea dei beneficiari, bensì nella conferma del tetto di spesa massimo, il quale rimane ancorato a 5.000 euro, un importo che costituisce la base di calcolo per la detrazione fiscale. Questo elemento, di per sé tecnico, assume un rilievo notevole per le famiglie che, avendo programmato lavori di recupero del patrimonio edilizio, contano sulla stabilità normativa per i propri investimenti.
Il quadro degli altri incentivi e il caso Superbonus
Il panorama degli incentivi per il prossimo anno, tuttavia, non è uniforme e presenta zone d’ombra accanto a queste conferme. A causa di vincoli di bilancio piuttosto stringenti, il governo ha operato una selezione, destinando le risorse, che sono limitate, ad altri capitoli di spesa considerati prioritari. Mentre il Bonus Mobili trova così un suo spazio, altre agevolazioni non verranno rifinanziate, segnando una netta discontinuità con il passato. Una deroga significativa, che merita di essere menzionata, riguarda il Superbonus, la cui proroga è stata accordata esclusivamente per i Comuni colpiti dagli eventi sismici che hanno interessato il centro Italia tra il 2016 e il 2017, per i quali era stato dichiarato lo stato di emergenza. Per questi territori, il beneficio sarà riconosciuto soltanto sotto forma di detrazione fiscale, mettendo così fine alla possibilità di optare per lo sconto in fattura o per la cessione del credito, meccanismi che avevano caratterizzato le precedenti edizioni della misura.
I dettagli operativi per usufruire del Bonus Mobili
Per accedere al Bonus Mobili nel 2026, è necessario attenersi a una serie di condizioni precise. La detrazione, che è fissata al 50%, si applica agli acquisti di mobili ed elettrodomestici nuovi effettuati entro il 31 dicembre 2025, a patto che essi siano destinati a un immobile nel quale siano stati realizzati, a partire dal primo gennaio dell’anno precedente all’acquisto, interventi di ristrutturazione edilizia. La normativa, inoltre, stabilisce dei requisiti minimi di efficienza energetica per gli elettrodomestici: la classe non può essere inferiore alla classe A per i forni, alla classe E per lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie, e alla classe F per frigoriferi e congelatori. Si tratta di specifiche che orientano il mercato verso prodotti più performanti e sostenibili, allineando l’agevolazione fiscale agli obiettivi di transizione ecologica.
Un contesto in evoluzione per gli aiuti statali
La decisione di prolungare solo alcuni benefici, mentre se ne lasciano cadere altri, delinea una strategia governativa più selettiva in materia di sussidi. Le risorse pubbliche, come più volte sottolineato, sono indirizzate verso settori diversi, lasciando che alcuni strumenti di sostegno al settore edilizio, fatta eccezione per quelli legati a eventi eccezionali come il sisma, facciano naturalmente il loro corso. Questo approccio, che privilegia la stabilità di misure consolidate come il Bonus Mobili ma riduce il perimetro di intervento dello Stato, riflette una valutazione attenta delle priorità nazionali in un quadro economico complesso, segnato dalla necessità di contenere il debito e di sostenere investimenti di tipo strategico.




