Sala difende Milano e rivendica le operazioni immobiliari sotto inchiesta
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Redazione Interno
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Beppe Sala, sindaco di Milano, torna a parlare dell’inchiesta urbanistica che sta scuotendo il settore immobiliare in città, coinvolgendo anche la sua amministrazione. L’indagine, partita da fascicoli su irregolarità edilizie – tra cui un edificio costruito fuori norma nel cortile di un condominio – ha portato al blocco di numerosi cantieri, lasciando centinaia di famiglie in difficoltà.
Intervenuto ai microfoni di Rtl, Sala ha rivendicato con orgoglio "la stragrande maggioranza delle operazioni immobiliari" oggetto delle attenzioni della Procura. "Milano secondo me è meglio di anni fa", ha dichiarato, ammettendo però che "alcuni errori ci possono essere". Pur evitando di scaricare responsabilità – "se ci sono errori, la colpa è mia" – il primo cittadino ha difeso la sua linea: "Se l’alternativa è stare fermi, non è il motivo per cui i cittadini mi hanno votato".
Le parole di Sala, tuttavia, si scontrano con le accuse dei magistrati, che in quelle stesse operazioni vedono ipotesi di reato. Mentre lui le considera un vanto, l’inchiesta mette in luce presunte irregolarità, dalle nomine nella Commissione Paesaggio alle promesse non mantenute sul "consumo zero del suolo".
La vicenda milanese, però, non è solo una questione di presunti illeciti. Dietro gli arresti e gli abusi, emerge un problema più profondo: la marginalizzazione dei cittadini nelle scelte urbanistiche. Da anni, la politica ha preferito delegare ai tecnici, nominati dal sindaco, decisioni cruciali su varianti e piani attuativi, riducendo il ruolo dei consigli comunali in nome di un’efficienza che oggi mostra il suo lato più opaco.




