Forza Horizon 6, orari di lancio e ban fino all’anno 10.000: la resa dei conti di Playground Games

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Mancano ormai poche ore al debutto del nuovo capitolo della serie racing targata Microsoft, e il dietro le quinte di questo lancio, va detto, si sta rivelando tutt’altro che una semplice passerella di felicitazioni tecniche. Se da un lato gli sviluppatori di Playground Games hanno pubblicato la mappa ufficiale con i dettagli del “rolling launch” globale – un sistema che attiverà il gioco progressivamente in base ai fusi orari locali, coinvolgendo città come Tokyo, Londra o Seattle – dall’altro l’attenzione degli addetti ai lavori è finita per concentrarsi su una vicenda giudiziaria e tecnica piuttosto singolare. Nello specifico, la software house ha dato seguito alle proprie minacce nei confronti di un utente che aveva diffuso filmati del gioco in anteprima, infliggendogli un ban hardware la cui scadenza è fissata all’anno 10.000.

La questione del ban: un provvedimento che sfida il tempo

La vicenda, che ha assunto i contorni di una vera e propria inchiesta interna, prende le mosse dalla comparsa in rete di una build giocabile di *Forza Horizon 6* nei giorni scorsi. Contrariamente a quanto ipotizzato da alcuni osservatori – i quali avevano subito additato un presunto errore nei sistemi di pre-caricamento su Steam come la causa della fuga – il team di sviluppo ha smentito categoricamente questa ricostruzione. “Siamo a conoscenza delle segnalazioni”, si legge nel comunicato ufficiale, “ma possiamo confermare che ciò non è il risultato di un problema di pre-caricamento”. L’indirizzo preso dalla società, di proprietà di Microsoft, è stato quindi quello della tolleranza zero: il pirata, dopo aver pubblicato i filmati con il proprio gamertag ben visibile sullo schermo, si è visto recapitare una sanzione amministrativa che di fatto blocca il suo dispositivo fino al 31 dicembre dell’anno 9999. Una mossa, quest’ultima, che trasforma l’atto punitivo in un vero e proprio paradosso temporale, visto che nessuno dei diretti interessati sarà tecnicamente in vita per vedere la scadenza della pena.

Accesso anticipato e orari di sblocco: quattro giorni di vantaggio

Mentre la cronaca nera tecnologica si concentrava sui provvedimenti disciplinari, la macchina del marketing non si è fermata, definendo nei minimi dettagli le tempistiche di accesso al Titolo. Per chi opta per la Premium Edition, il via libera scatterà con un margine di quattro giorni rispetto al rilascio standard; nel dettaglio, la data da segnare in calendario è quella del 15 maggio, con sblocco previsto alle 00:01 ora locale in Italia. Un vantaggio, questo, che non è stato concesso a chi possiede la Standard Edition o usufruisce del catalogo tramite abbonamento al Game Pass, i quali dovranno attendere la mezzanotte del 19 maggio. A impreziosire l’attesa, va ricordato, i file del gioco sono già disponibili per il pre-caricamento su PC e console, consentendo di bypassare i tempi di attesa una volta scoccata l’ora fatidica, anche se la procedura di installazione richiede uno spazio su disco non indifferente.

Meccaniche di gioco e sistemi di progressione: Wristband, Stamps e Horizon Play

In un aggiornamento dedicato che ha preceduto di poco la bufera, Playground Games ha illustrato l’architettura su cui poggerà l’esperienza di gioco vera e propria, struttura che ruota attorno a tre pilastri distinti. Il primo è quello dei *Wristbands* (i braccialetti), i quali fungeranno da misuratore del percorso all’interno dell’Horizon Festival: ottenendo nuovi braccialetti, si accede a eventi via via più complessi e a gare con restrizioni legate alle classi delle vetture. C’è poi il sistema degli *Stamps* (i timbri), che è invece legato all’esplorazione della mappa giapponese e alla compilazione del diario di viaggio: collezionare auto, fotografare murales o completare gare di vario tipo riempirà progressivamente il libretto dei ricordi, sbloccando nel frattempo nuovi rifugi e segnalazioni di auto abbandonate. Il terzo elemento, quello denominato *Horizon Play*, riguarda invece il comparto multiplayer, dove troveranno spazio modalità come “The Eliminator”, il “Touge Showdown” (duello testa a testa su tre gare) e la nuova “Spec Racing”, una modalità che livella le prestazioni delle vetture per esaltare la pura abilità di guida.

Le conseguenze della fuga e lo scenario attuale

Nonostante la durezza del provvedimento – un ban hardware che, di fatto, rende la macchina inutilizzabile per i servizi online Microsoft a tempo indeterminato – il pirata colpito dalla sanzione avrebbe reagito con una certa spavalderia. Lo stesso utente, utilizzando un account secondario (e avendo questa volta cura di oscurare il proprio nickname), ha pubblicato un ulteriore video di gameplay, dichiarando di non temere le conseguenze legate all’identificazione del proprio hardware. Fonti vicine alle piattaforme di distribuzione, come segnalato da alcuni database online, suggeriscono che la responsabile della fuga potrebbe essere una figura con accesso legittimo anticipato (un revisore o un creatore di contenuti) anziché un semplice smanettatore solitario. Ciò che appare chiaro, comunque, è la volontà fermissima dello studio britannico di scoraggiare qualsiasi tentativo di diffusione illecita, utilizzando una leva temporale – quella di un millennio di interdizione – che non ha precedenti nella storia recente delle penalità videoludiche.

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