Istruzione e ricerca in sciopero, adesione al 5%
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Redazione Interno
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Il segretario generale della Cgil Roma e Lazio, Natale Di Cola, ha dichiarato che la manifestazione dei lavoratori di scuola e università, tenutasi davanti al ministero nel giorno dello sciopero proclamato dalla Flc Cgil, è stata organizzata per opporsi al taglio dei salari proposto dal governo e per chiedere politiche diverse per il welfare pubblico. Secondo Di Cola, senza investimenti su scuola, sanità e sul futuro delle nuove generazioni, non c'è futuro per il Paese.
Lo sciopero e il sit-in della Flc Cgil sono stati indetti per protestare contro la precarietà lavorativa, i salari troppo bassi e i rischi legati alla regionalizzazione dell'istruzione. La partecipazione allo sciopero è stata di circa il 5% a livello nazionale, con punte superiori al 6,5% tra il personale Ata, leggermente inferiori al 5% tra il personale docente, sotto l'1% tra i dirigenti e del 2% tra il personale educativo.
Secondo quanto appreso da fonti accreditate, la rilevazione effettuata alle 18 di giovedì, riguardante quasi il 57% delle scuole italiane, ha indicato una percentuale di adesione media del 5,20%. Nonostante la tentazione del ponte di Ognissanti, l'adesione nazionale allo sciopero del comparto istruzione, tenutosi giovedì 31 ottobre, è stata poco più del 5%.
Il segretario generale della Cgil Roma e Lazio ha sottolineato l'importanza di investire nel settore pubblico per garantire un futuro migliore alle nuove generazioni.




