Fotovoltaico in condominio, quando serve davvero il permesso dell’assemblea?

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il combinato disposto del caro bollette, che le recenti tensioni in Medio Oriente – con l’attacco in Iran e la conseguente impennata del petrolio sopra gli 82 dollari al barile – hanno ulteriormente aggravato, e la spinta verso la transizione energetica stanno portando un numero sempre crescente di italiani a valutare l'installazione di pannelli solari. La domanda che molti condomini si pongono, specialmente coloro che risiedono in edifici plurifamiliari, è se per procedere con i lavori sia obbligatorio ottenere il via libera dall'assemblea condominiale o se, invece, si possa procedere in autonomia. La questione, lungi dall'essere meramente burocratica, incrocia diritti di proprietà, normative nazionali e interpretazioni giurisprudenziali che negli ultimi mesi hanno contribuito a fare chiarezza.

Il quadro normativo e la recente sentenza di Teramo

A fornire una bussola in questa materia è l'articolo 1122-bis del Codice Civile, una norma che riconosce al singolo condomino la facoltà di installare impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, quindi anche i fotovoltaici, sulle parti comuni dell'edificio o su quelle di sua proprietà esclusiva. Il principio cardine, ribadito con forza da una recente sentenza del Tribunale di Teramo (la n. 1436/2025), stabilisce che non occorre un preventivo consenso assembleare per procedere, a patto che l'intervento non vada a ledere la stabilità, la sicurezza o il decoro architettonico dello stabile e, aspetto non meno rilevante, non impedisca agli altri condomini di fare parimenti uso della superficie comune, secondo quanto previsto dall'articolo 1102 del Codice Civile.

In pratica, il diritto del singolo a prodursi energia pulita e a ridurre i costi in bolletta – un'urgenza resa ancora più stringente dagli ultimi rincari che hanno portato la benzina self service a sfiorare quota 1,8 euro al litro e il gasolio ad avvicinarsi a 1,9 euro -2-9 – è tutelato dalla legge, ma deve essere esercitato nel rispetto della collettività condominiale. Non si tratta, quindi, di un lasciapassare in bianco. L'assemblea, come chiarito dalla giurisprudenza, non può imporre un divieto assoluto e immotivato, ma ha il potere di disciplinare l'uso dello spazio comune. Può farlo, ad esempio, stabilendo criteri per la ripartizione della superficie del tetto tra più richiedenti, come accaduto nel caso esaminato dal Tribunale di Teramo, oppure prescrivendo modalità esecutive specifiche per salvaguardare il decoro, come l'utilizzo di pannelli complanari al tetto o il passaggio ordinato dei cavi.

La povertà energetica e le misure della Regione Siciliana

Se nel condominio si dibatte su permessi e ripartizione degli spazi, a livello regionale si moltiplicano gli sforzi per favorire l'accesso all'energia solare, specialmente per le fasce più deboli della popolazione. La Regione Siciliana, in questo senso, ha mosso un passo significativo inserendo nella propria Finanziaria 2026-2028 una misura specifica per il contrasto alla povertà energetica. L'iniziativa, voluta dall'assessore all'Energia Francesco Colianni e dal presidente Renato Schifani, ha una dotazione di 12 milioni di euro e prevede la concessione di finanziamenti a tasso agevolato, a breve e medio termine, destinati alle famiglie siciliane con redditi bassi per l'installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo.

Sarà Irfis FinSicilia, il braccio finanziario della Regione, a gestire la procedura e a pubblicare a breve il bando attuativo, che darà priorità a chi presenta un ISEE più basso. L'obiettivo, come si legge nelle note alla manovra, è duplice: da un lato, alleviare il peso delle bollette per i nuclei familiari in difficoltà, dall'altro, promuovere l'autoconsumo e una maggiore indipendenza energetica in un'ottica di sostenibilità ambientale. Un segnale importante, questo, che arriva proprio mentre la Sicilia, e in particolare l'area della valle del Simeto, alle pendici dell'Etna, si conferma un crocevia di contraddizioni e opportunità legate al solare: da un lato, una delle più alte concentrazioni di impianti a terra d'Italia, dall'altro, un territorio agricolo di pregio che lotta con siccità e crisi dei prezzi.

Comunicazione e buon senso per evitare liti

L'assemblea, informata di questo progetto, conserva la facoltà di intervenire non per bloccare l'opera, ma per proporre soluzioni migliorative o cautele aggiuntive, specialmente quando entrano in gioco la sicurezza statica dell'edificio o il suo decoro architettonico. L'installazione, è bene ricordarlo, deve essere eseguita in modo da non precludere ad altri condomini la possibilità futura di fare altrettanto. Un approccio improntato alla trasparenza e alla condivisione delle scelte tecniche, insomma, trasforma ciò che potrebbe diventare un contenzioso – come quello risolto dai giudici di Teramo – in un'opportunità di efficientamento per l'intero edificio, evitando di dover ricorrere a vie legali per affermare un diritto che la legge già riconosce.

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