Gabriele Corsi torna all’Eurovision 2026 con “From Vienna with Song and Love” tra diario digitale e la meta del costume mozartiano
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Redazione Cultura e Spettacolo
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L’appuntamento con la kermesse canora continentale si rinnova, e anche per questa sessantaseiesima edizione – quella che si terrà nella capitale austriaca dal titolo non ancora svelato – la Rai ha scelto di affidare la propria narrazione parallela a un volo ormai riconosciuto dal pubblico: Gabriele Corsi. Dopo il buon riscontro riscontrato nella scorsa tornata, il conduttore romano raddoppierà la sua presenza, affiancando la consueta conduzione al fianco di Elettra Lamborghini con un progetto video dal sapore intimo e corale. Si intitola “From Vienna with Song and Love”, e sarà un diario quotidiano (disponibile sui profili rate Rai, come @raiufficiale) capace di scavare sotto la superficie della competizione, laddove il palco del Wiener Stadthalle lascia spazio ai viali del Prater, ai caffè storici e ai retroscena della delegazione italiana.
Gabriele, che ha costruito la sua carriera su una solida gavetta teatrale prima di approdare alla radio e quindi alla televisione, porterà in questi brevi frammenti – pillole giornaliere distribuite per tutta la settimana dell’Eurovision Song Contest 2026 – uno sguardo laterale e partecipe. Non solo la gara, insomma, ma il clima diffuso di una città che vive la musica come un abbraccio collettivo; non solo le prove vocali, ma le storie di chi, dagli italiani presenti a Vienna ai tecnici delle varie delegazioni, trasforma ogni edizione in un organismo vivente. La scelta di utilizzare i canali social aziendali, invece del solo palinsesto lineare, lascia intendere una strategia di avvicinamento più fluida e generazionale, senza però che questo tradisca lo stile bonario e ironico del conduttore.
Un sesto anno consecutivo tra commento, coreografie e la tentazione del costume
Corsi, che è giornalista pubblicista con una laurea in scienze della comunicazione alle spalle (e una successiva specializzazione nella scrittura legata al mondo scolastico, maturata collaborando con grandi gruppi editoriali), si prepara quindi al suo sesto anno consecutivo dietro al microfono dell’Eurovision. La sua voce, insieme a quella di Elettra Lamborghini, è ormai un habitat sonoro per gli appassionati italiani; e proprio nell’edizione 2026, il brano in gara “Per sempre sì” di Sal Da Vinci – vincitore del Festival di Sanremo di quest’anno – ha imposto ai due conduttori un compito inedito: imparare la coreografia direttamente dalle istruzioni dell’artista napoletano. Un addestramento para-danzereccio che Corsi ha raccontato con il suo consueto understatement durante una recente intervista a “La volta buona” (rubrica del 2025/26, visibile in un video dello scorso 8 maggio 2026).
Proprio in quella occasione, lo showman ha lasciato cadere una promessa (o forse una provocazione) che sta già facendo il giro dei fan: “Quest’anno all’Eurovision vorrei vestirmi da Mozart”. La frase, pronunciata tra il serio e il faceto, ha il sapore di un omaggio alla città che ospita la manifestazione – Vienna, appunto, dove il genio di Salisburgo è di casa quanto il caffè melange – ma anche la cifra di un conduttore che non ha mai avuto paura del rischio grottesco. Del resto, Corsi viene da una lunga militanza nel Trio Medusa, e il suo umorismo fisico e visionario ha sempre trovato nel palco europeo un teatro amplificato.
La radio, il teatro e la svolta televisiva di un pubblicista atipico
Prima di diventare il volto italiano dell’Eurovision (ruolo che ricopre ormai stabilmente dal 2021, anno del trionfo dei Maneskin a Rotterdam), Gabriele Corsi ha attraversato il mondo dello spettacolo seguendo un percorso poco lineare. Ha iniziato come attore, e la sua formazione teatrale – lunga e fisica, fatta di piccole sale e tournée stancanti – gli ha regalato quella presenza scenica che oggi si nota anche nei momenti morti del commento. Ma è stato in radio che ha trovato la sua dimensione più autentica: una cabina calda, il contatto quotidiano con gli ascoltatori, la libertà di sperimentare senza la mediazione dell’immagine.
Da lì, il salto in tv è stato quasi naturale, eppure mai scontato. Oggi, chi segue con assiduità l’Eurovision Song Contest lo considera ormai una garanzia: non il commentatore tecnico, non il giudice severo, ma un accompagnatore curioso che sa quando fare una battuta e quando lasciare spazio alla musica. Nel suo “From Vienna with Song and Love”, questa attitudine diventerà il centro del racconto: non ci saranno classifiche anticipate né retroscene urlati, ma frammenti di vita – un incontro per caso con un fan italiano, l’eco di un coro per strada, la fila fuori da una Heuriger – che restituiscono il senso profondo di una manifestazione spesso ridotta ai soli voti.
Il diario social come controcanto alla gara ufficiale
L’operazione, va detto, è pensata per durare l’intera settimana dell’Eurovision, dalle prime prove generali fino alla notte della finale. Ogni giorno Gabriele pubblicherà una nuova puntata, e la scelta di distribuirle sugli account Rai rate invece che su un canale personale suggerisce un intento istituzionale ma non celebrativo: si vuole raccontare il dietro le quinte senza trasformarlo in un contenuto patinato. Si respira, così, l’aria della capitale austriaca, ma anche la fatica e l’entusiasmo della delegazione italiana; si ascoltano le storie minime che rendono l’Eurovision uno spettacolo unico nel panorama internazionale.
Nessuna voce fuori campo se non quella di Corsi, che del suo essere “pubblicista con la passione per la sostenibilità e la cultura” ha fatto un tratto distintivo. E chissà se il costume mozartiano – magari con tanto di parrucca incipriata – farà davvero la sua comparsa tra una canzone e l’altra. Per ora resta un desiderio dichiarato in video, un sogno a occhi aperti che il pubblico già immagina. Di certo, tra un “Per sempre sì” ballato insieme a Elettra Lamborghini e un caffè al Melange sorseggiato davanti allo Stadthalle, Gabriele Corsi si prepara a firmare un altro capitolo viennese della sua personale storia europea.




