Le grandi manovre del Milan: Tare in arrivo, ma il lavoro è già in salita
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Redazione Sport
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La stagione del Milan, sebbene non ancora conclusa sul campo – manca un’ultima, ormai simbolica, partita – ha già lasciato un retrogusto amaro. L’eliminazione dalla Coppa Italia e la matematica esclusione dall’Europa, arrivate con un turno d’anticipo, hanno reso inevitabile guardare oltre. E mentre la squadra chiude un ciclo, la società è chiamata a ricostruire, partendo da una figura chiave: il direttore sportivo.
Igli Tare, già volto noto del calcio italiano per la sua lunga esperienza alla Lazio, sembra essere l’uomo scelto per guidare questa nuova fase. Franco Ordine, giornalista di lungo corso, non nasconde le difficoltà che attendono l’albanese: «Tare è chiamato a lavorare subito in team per recuperare tutto il tempo colpevolmente perso in quest’ultimo periodo». Un compito non semplice, considerando che il Milan, nonostante avesse individuato da tempo alcuni nodi critici della stagione, ha tardato a intervenire.
Sul fronte tecnico, i nomi circolati sono diversi. Secondo Luca Marchetti, tra le opzioni ci sarebbero Vincenzo Italiano, Thiago Motta e Massimiliano Allegri. Scelte che riflettono approcci diversi: il primo, legato a un calcio dinamico e propositivo; il secondo, reduce da un’ottima annata con il Bologna; il terzo, esperto ma divisivo. Intanto, Francesco Letizia invita a evitare «voli pindarici» e a concentrarsi su una linea chiara: «A Casa Milan bisogna iniziare a seguire un filo logico calcistico».
Tra i giocatori, c’è poi il caso Reijnders, sul quale Letizia lancia un avviso: il centrocampista olandese, pur mostrando qualità, dovrà essere gestito con attenzione per evitare che il suo rendimento, altalenante, diventi un ulteriore problema.




