Incidente a Milano, la notte di Elisa e Mithum: la moto, il taxi e il rosso bruciato all’incrocio di viale Campania

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Sono le prime ore di un sabato che doveva essere come tanti, quando la cronaca di Milano si trova a fare i conti con l’urgenza di un dolore che non ammette appello. L’incrocio tra viale Campania e corso XXII Marzo, una zona periferica ad alto scorrimento, è stato teatro di uno schianto che ha cancellato due vite giovanissime, lasciando sull’asfalto i resti di una Kawasaki Ninja 650 e un taxi Toyota Rav 4 ribaltato a decine di metri di distanza dall’impatto. A perdere la vita, nel violentissimo urto avvenuto intorno alle 3.50, sono stati Elisa Teodora Dranca, vent’anni compiuti da poche settimane, e Mithum Sandeepa Perera Kuranage, ventitré anni, che si trovava alla guida della moto.

Le indagini della polizia locale, supportate dall’analisi delle telecamere di sorveglianza e della dashcam presente sul mezzo pubblico, hanno fornito una ricostruzione preliminare dei fatti, circoscrivendo con precisione i momenti antecedenti il disastro. Secondo gli accertamenti, la moto stava percorrendo viale Campania in direzione del quartiere Corvetto, mentre il taxi procedeva lungo corso XXII Marzo verso la periferia; quando il giovane alla guida della Kawasaki è giunto all’intersezione, l’impulso a non fermarsi – con il semaforo che indicava rosso – lo ha portato a impattare violentemente contro la fiancata sinistra dell’auto. I due ragazzi, sbalzati dalla sella, sono morti praticamente sul colpo a causa dei traumi riportati: per Elisa non c’è stato nulla da fare, mentre il suo amico è spirato poco dopo l’arrivo dei soccorsi.

Elisa, che viveva a Locate Triulzi con la famiglia, era una ragazza solare, diplomata all’Istituto Verri e con il sogno di studiare Marketing. La serata antecedente la tragedia l’aveva trascorsa con gli amici al “Cobà”, un locale sui Navigli, per festeggiare il compleanno di un conoscente: balli, risate e quella spensieratezza tipica dei vent’anni. Poco dopo le due, quando Mithum – un barman che aveva conosciuto da appena due settimane – è passato a prenderla in moto per riaccompagnarla a casa, visto che il mattino dopo avrebbe dovuto lavorare al centro commerciale Scalo Milano, la ragazza aveva salutato un’amica con un messaggio che oggi, in retrospettiva, suona come un presagio: “Sappi che ti vorrò sempre bene”. Prima di lasciare il locale, i due si sono fermati in un fast food; lei stessa aveva scritto a un’altra amica: “Che carino, mi ha portato a mangiare perché avevo fame”. Era l’ultimo messaggio prima del silenzio.

Il ventitreenne Mithum, di origini cingalesi ma cresciuto a Capannori, in provincia di Lucca, dove il padre Manura è stato atleta olimpionico nella velocità, si era trasferito da qualche mese a Milano per lavoro: durante la settimana era impiegato in un’agenzia immobiliare, mentre nei fine settimana lavorava come barman al “Goose” in Città Studi. Era proprio in quella veste, quella notte, che aveva raggiunto Elisa per riportarla a casa, un gesto di cortesia che si è trasformato in una fatalità. Il tassista, un uomo di 61 anni, è rimasto ferito nello schianto e, sotto choc, è stato trasportato al Policlinico di Milano; le sue condizioni non sono state giudicate gravi. Il pm di turno ha disposto il sequestro dei mezzi coinvolti e dei caschi indossati dalle vittime, in attesa di ulteriori accertamenti tecnici che possano chiarire definitivamente la dinamica.

La dinamica della collisione e il lavoro della polizia locale

La violenza dell’impatto è testimoniata dalle condizioni in cui sono stati ritrovati i mezzi: la Kawasaki ridotta a un cumulo di lamiere e il taxi ribaltato dopo essere stato scaraventato via, segno evidente della velocità sostenuta con cui la moto ha impattato. Sul posto sono intervenute tre ambulanze e tre automediche, ma per i due ragazzi non c’era ormai più nulla da fare. Gli agenti della polizia locale hanno lavorato per ore per ricostruire l’esatta sequenza dei fatti, avvalendosi anche delle immagini delle videocamere di sorveglianza presenti nella zona; i primi elementi indicano con chiarezza la violazione del semaforo rosso da parte del motociclista, ma sono in corso verifiche per determinare eventuali altri concorsi di causa. Il taxi, che stava attraversando l’incrocio nella sua direzione di marcia, si è trovato la moto addosso senza possibilità di evitare l’urto.

Il cordoglio delle comunità e il ricordo di due giovani vite

La notizia si è diffusa rapidamente, gettando nello sconforto i paesi d’origine delle vittime. A Locate Triulzi, dove Elisa era nata e cresciuta, il sindaco ha espresso il cordoglio di tutta la comunità, sottolineando la “perdita di una vita così giovane” che lascia un senso di sgomento. Lo stesso dolore è stato manifestato dal primo cittadino di Capannori, Giordano Del Chiaro, che ha ricordato Mithum come un ragazzo della sua terra, figlio di quella realtà toscana, abbracciando idealmente la famiglia in questo momento di immenso dolore. I genitori di Mithum, che vivono ancora in Toscana, hanno perso il figlio che si era trasferito al Nord per costruirsi un futuro, mentre la famiglia di Elisa, descritta come “mite e riservata”, si trova ora a fare i conti con l’assurdità di una fine arrivata a pochi chilometri da casa.

L’inchiesta giudiziaria e gli accertamenti tecnici

La magistratura ha aperto un fascicolo per omicidio stradale, atto dovuto in questi casi, e ha disposto il sequestro dei veicoli per consentire i rilievi di precisione. Gli inquirenti stanno valutando la possibilità di effettuare l’autopsia sui corpi delle vittime, per avere un quadro completo delle cause del decesso, mentre gli esami sulla meccanica dei mezzi potranno stabilire se vi fossero condizioni anomale che hanno contribuito all’incidente. Nel frattempo, rimane ricoverato in ospedale il conducente del taxi, l’unico sopravvissuto allo schianto, che nei prossimi giorni potrà essere ascoltato dagli investigatori per fornire la sua versione dei fatti.

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