La missione segreta del capo della Cia a Mosca e l’allarme Usa per un possibile attacco russo alla Nato
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Redazione Esteri
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Una missione riservata nel cuore di Mosca per consegnare al Cremlino un messaggio molto preciso: non provate ad attaccare un Paese della Nato. Sarebbe stato questo uno degli obiettivi del viaggio a sorpresa in Russia del direttore della Cia John Ratcliffe, secondo quanto rivelato dal Wall Street Journal e confermato da altre fonti alla Cbs e alla Abc.
Dietro l'insolita missione, che ha visto il capo dell'intelligence americana volare nella capitale russa per poche ore prima di fare immediatamente ritorno a casa, ci sarebbero nuove valutazioni dell'intelligence americana sulle intenzioni di Vladimir Putin. L'ultima volta che un direttore della Cia si era recato a Mosca era il novembre del 2021, quando William Burns, inviato dall'allora presidente Joe Biden, tentò invano di dissuadere il leader del Cremlino dall'invadere l'Ucraina.
L'avvertimento a Putin e le preoccupazioni dell'intelligence
Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, che cita persone informate sulla delicata missione, Ratcliffe ha incontrato funzionari dell'intelligence russa per metterli in guardia da qualsiasi azione aggressiva contro gli alleati della Nato. Un avvertimento che arriva dopo che i servizi segreti statunitensi hanno valutato come sempre più concreta la possibilità che il presidente russo, frustrato dallo stallo in Ucraina, possa decidere di mettere alla prova la determinazione dell'alleanza atlantica con un attacco limitato contro uno Stato membro nel corso dei prossimi anni.
I timori, come riferito da più fonti, si concentrano in particolare sui Paesi baltici, Estonia, Lettonia e Lituania, membri della Nato che condividono un confine diretto con la Russia e che sono considerati tra i più esposti a eventuali ritorsioni o azioni di disturbo da parte di Mosca. Un'opzione, questa, che potrebbe tradursi in un assalto informatico di vaste proporzioni o in una piccola incursione terrestre ai confini orientali dell'Europa, un'eventualità che riporterebbe drammaticamente alla luce le fragilità della sicurezza continentale.
Il ruolo di Trump e il contesto geopolitico
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, interpellato sulla natura della visita del suo capo dello spionaggio, ha inizialmente cercato di ridimensionare la portata dell'avvenimento, definendolo "una sorta di visita semi-routine" e negando che fosse legata a una possibile azione militare russa contro la Nato o il Regno Unito.
Il leader americano, in un'intervista al commentatore conservatore Glenn Beck, ha tuttavia ammesso che da questo viaggio "potrebbe uscire qualcosa", riconducendolo allo sforzo dell'amministrazione per porre fine alla guerra in Ucraina, un conflitto che "entrambe le parti vogliono vedere concluso".
Le dichiarazioni di Trump, che ha descritto Ratcliffe come un "tipo fantastico", arrivano in un momento di crescenti tensioni e mentre i colloqui di pace mediati dagli Stati Uniti sembrano essere in una fase di stallo, con gli attacchi con droni e missili che continuano a colpire obiettivi oltre le linee del fronte sia in Ucraina che in territorio russo.
Il messaggio all'Iran e le carenze di munizioni dell'Occidente
Secondo quanto riportato da Politico, l'agenzia di stampa che per prima ha dettagliato i contenuti dei colloqui, Ratcliffe non si sarebbe limitato a mettere in guardia Mosca sui confini della Nato ma avrebbe anche esortato la Russia a ridurre il proprio sostegno militare ed economico all'Iran, un dossier caldo per l'amministrazione Trump che ha minacciato di espandere le sanzioni contro i Paesi che mantengono legami economici con Teheran.
Il direttore della Cia, stando a una fonte britannica a conoscenza della riunione, avrebbe chiesto al Cremlino di cessare la condivisione di armi e tecnologie per la difesa con la Repubblica Islamica, consigliando inoltre a Mosca di non "reagire in modo eccessivo" nel caso in cui le sanzioni statunitensi colpissero i suoi interessi.
Un altro fattore che potrebbe aver contribuito alla decisione di inviare un messaggio così diretto è legato alle criticità emerse nelle scorte di munizioni occidentali, ridotte sia per il conflitto in Ucraina che per le esigenze belliche in Medio Oriente contro l'Iran, una debolezza che potrebbe incoraggiare Mosca a calcolare un attacco verso uno Stato Nato.
Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha confermato l'incontro di Ratcliffe con i funzionari dei servizi di sicurezza russi, pur precisando che non vi è stato alcun colloquio diretto con il presidente Putin, il quale è stato comunque informato dell'andamento delle discussioni.
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