Droni su Sebastopoli e raffineria russa, il messaggio della Cia a Mosca: «Putin conosce la realtà del fronte?»

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Non si fermano gli attacchi con droni ucraini nei cieli della Russia: nella notte tra giovedì e venerdì, la città di Sebastopoli, in Crimea occupata, è stata duramente colpita. Il governatore locale, Mikhail Razvozhayev, ha riferito di diverse persone rimaste ferite a seguito dell'impatto di un drone contro un edificio residenziale di cinque piani, in un attacco che ha provocato un incendio e danni anche a strutture vicine, tra cui due edifici di un asilo nido. Parallelamente, è stata presa di mira una raffineria russa situata a circa 1.000 chilometri dal fronte, mentre l'esercito di Mosca ha risposto con raid sul territorio ucraino, colpendo la regione di Dnipropetrovsk e causando vittime tra i civili.

Il viaggio segreto del capo della Cia a Mosca

In questo contesto di escalation, acquista rilievo la missione lampo compiuta a Mosca dal direttore della Cia, John Ratcliffe. La visita, avvenuta all'inizio della settimana per volontà diretta del presidente Trump e tenuta inizialmente all'oscuro di funzionari militari e della stessa amministrazione, ha assunto sin da subito contorni misteriosi. Ratcliffe ha incontrato i vertici dell'intelligence russa, tra cui Aleksandr Bortnikov, capo dell'Fsb, e Sergey Naryshkin, direttore del SVR, ma non ha avuto un colloquio con Vladimir Putin.

Il Cremlino, attraverso il portavoce Dmitry Peskov, ha descritto l'incontro come una routine tra servizi segreti, derubricando le notizie allarmistiche che sono circolate sui media internazionali.

Il «cupo» messaggio di Ratcliffe a Bortnikov

Secondo quanto ricostruito dal New York Times, il capo della Cia avrebbe consegnato a Bortnikov una valutazione «cupa» della situazione militare ed economica russa, esortando Mosca ad avviare negoziati seri prima che la condizione sul campo e l'economia peggiorino ulteriormente.

Al centro del colloquio, una domanda che gli analisti americani si pongono da tempo: Putin è realmente informato sulla difficile situazione che l'esercito russo sta affrontando in Ucraina? L'idea alla base della missione era che un messaggio diretto del capo della Cia, ex ufficiale dei servizi segreti come Putin, potesse essere percepito come più credibile e urgente rispetto ai normali canali diplomatici.

Ratcliffe non avrebbe formulato minacce esplicite, ma avrebbe condiviso dati sull'enorme costo umano per Mosca, citando le sue precedenti dichiarazioni sull'aspettativa di vita di un soldato russo al fronte, inferiore ai 35 minuti.

La percezione del Cremlino: Usa indeboliti dalla guerra in Iran

La missione di Ratcliffe sarebbe stata preceduta da nuove valutazioni dell'intelligence statunitense, riportate dal Washington Post, secondo cui Vladimir Putin riterrebbe gli Stati Uniti indeboliti dal conflitto in Iran. Questa percezione di debolezza, alimentata dalle difficoltà militari americane e dalla carenza di sistemi di difesa aerea in Europa conseguenti al dispiegamento in Medio Oriente, potrebbe spingere il Cremlino a intensificare le azioni contro gli interessi e gli alleati degli Stati Uniti nel Vecchio Continente.

L'amministrazione Trump, attraverso l'invio del numero uno della Cia, avrebbe quindi cercato di scongiurare il rischio di una pericolosa escalation, ribadendo l'impegno americano a difendere ogni centimetro del territorio della Nato.

La tattica del «double tap» e il rilancio delle ostilità

Sul terreno, la risposta russa ai raid ucraini non si è fatta attendere, con l'esercito di Mosca che ha intensificato i bombardamenti sulle infrastrutture ucraine. Nella regione di Kiev e a Sumy, l'aviazione russa ha utilizzato la tattica del «double tap», colpendo a distanza di tempo gli stessi obiettivi per fare vittime tra i soccorritori e i vigili del fuoco intervenuti dopo il primo attacco. I raid hanno causato morti e feriti tra la popolazione civile, mentre il ministero della Difesa russo ha rivendicato l'abbattimento di centinaia di droni ucraini nel corso della notte.

In questo scenario, i negoziati di pace appaiono in una fase di stallo, con il Cremlino che ha escluso nuove idee per una soluzione e la prospettiva di un nuovo colloquio tra Putin e Trump che, al momento, non sarebbe prevista.

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