Droni su Sebastopoli e attacchi "double tap": la missione segreta del capo della Cia a Mosca e il timore del Cremlino

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
ESTERI Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Non si arresta l'intensità degli scontri nei cieli dell'est Europa, con l'Ucraina che continua a colpire obiettivi strategici all'interno dei territori occupati e della stessa Russia. Nella notte tra giovedì 27 e venerdì 28 agosto, un'ondata di droni si è abbattuta su Sebastopoli, in Crimea, provocando danni e feriti secondo quanto riferito dal governatore locale filorusso, Mikhail Razvozhayev. Contestualmente, l'esercito di Kiev ha rivendicato un attacco contro una raffineria russa situata a circa 1.000 chilometri dal fronte, un'operazione che dimostra la crescente capacità ucraina di colpire in profondità le infrastrutture energetiche nemiche, mentre le forze di Mosca hanno risposto con una serie di raid sul territorio ucraino, utilizzando una tattica particolarmente crudele che ha allarmato gli osservatori internazionali.

La tattica del "double tap" e gli attacchi sulle città ucraine

La risposta russa ai raid notturni non si è fatta attendere e ha assunto contorni particolarmente violenti, con l'impiego sistematico della tecnica definita "double tap". Nella regione di Dnipropetrovsk, i missili russi hanno colpito in oltre dieci occasioni durante la notte, causando almeno due vittime; i bombardamenti hanno preso di mira magazzini della società di logistica Nova Post nella comunità di Bilohorodka e un impianto di produzione a Sviatopetrivske, nell'oblast di Kiev.

La strategia del doppio colpo, come denunciato dalle autorità locali, consiste nel lanciare un secondo attacco a distanza di circa un'ora dal primo, mirando specificamente ai soccorritori e ai vigili del fuoco accorsi sul posto per spegnere le fiamme e prestare i primi soccorsi; per fortuna, in questa circostanza, le squadre di emergenza sono riuscite a mettersi in salvo prima dell'arrivo delle seconda ondata di missili.

Un raid analogo ha colpito la città di Sumy, dove bombe guidate hanno ucciso un uomo di 61 anni a bordo del suo camion e ferito altre sette persone, quattro delle quali sono state ricoverate in ospedale; il terminal della società Nova Poshta è stato completamente distrutto dalle esplosioni.

La missione segreta di Ratcliffe a Mosca e le reazioni del Cremlino

In questo clima di escalation, un evento ha catalizzato l'attenzione dei media internazionali: il viaggio segreto a Mosca del direttore della Cia, John Ratcliffe. La missione, avvenuta all'inizio della settimana e ordinata direttamente dal presidente Donald Trump, è stata inizialmente avvolta nel massimo riserbo, tanto da essere tenuta all'oscuro persino di alcuni funzionari militari e della stessa Casa Bianca.

La visita di Ratcliffe, che a quanto pare non ha incontrato il presidente Vladimir Putin ma ha avuto colloqui con i vertici dei servizi segreti russi, incluso il capo dell'Fsb Aleksandr Bortnikov e il direttore del Svr Sergei Naryshkin, ha suscitato numerose speculazioni sui reali motivi di questo faccia a faccia.

Secondo alcune ricostruzioni, il capo dell'intelligence americana avrebbe condiviso con Mosca una cupa valutazione della situazione sul campo di battaglia, esortando i russi a raggiungere un accordo prima che la situazione economica e militare peggiori ulteriormente, mentre per altri il viaggio sarebbe servito a mettere in guardia il Cremlino da un'intensificazione del conflitto che potrebbe coinvolgere i paesi della Nato.

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha cercato di sminuire l'evento definendolo un contatto "di routine" tra agenzie di sicurezza, ma l'ampio riserbo iniziale e il successivo tam-tam mediatico hanno contribuito a rendere la vicenda ancora più enigmatica, tanto che lo stesso ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha commentato che la visita riflette unicamente il "desiderio di venire e parlare" da parte degli interlocutori occidentali.

Il contesto geopolitico: il Vaticano a Mosca e la valutazione del Washington Post

Il viaggio del capo della Cia non è avvenuto in isolamento, ma si inserisce in un contesto diplomatico più ampio caratterizzato da movimenti contemporanei. Nelle stesse ore, si trovava a Mosca anche l'inviato del Vaticano, il segretario per i Rapporti con gli Stati Paul Richard Gallagher, che ha incontrato Lavrov per rilanciare l'appello del Papa per una tregua in Ucraina, sebbene il Cremlino abbia ribadito la sua netta opposizione al "piano di pace" ucraino che prevedeva zone franche nei territori contesi.

Sul piano strategico, il quotidiano americano Washington Post ha rivelato una valutazione di intelligence secondo cui il presidente Putin ritiene che gli Stati Uniti siano significativamente indeboliti dal loro coinvolgimento militare in Iran; questa percezione di fragilità americana, che ha preceduto il viaggio di Ratcliffe, potrebbe aver convinto il Cremlino della possibilità di intensificare le proprie azioni contro gli interessi e gli alleati statunitensi in Europa, sfruttando quella che considera una finestra di opportunità.

La concomitanza della missione del capo della Cia e dell'inviato vaticano, unita ai timori di un'espansione del conflitto, ha creato un clima di grande tensione, mentre sul fronte bellico le ostilità continuano senza sosta e i canali diplomatici ufficiali tra Mosca e Kiev restano completamente in stallo, con Peskov che ha dichiarato che "non ci sono nuove idee" per una soluzione negoziata e che per il momento non sono previsti colloqui tra i due presidenti.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.