Ecobonus auto 2026, tra nuove soglie e rimborsi bloccati: la filiera trema
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Redazione Economia
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È attivo da qualche giorno il portale per richiedere l’ecobonus auto 2026, un meccanismo che – va detto subito – arriva in un clima di forte incertezza per il comparto. L’importo massimo riconosciuto ai cittadini privati può toccare gli 11.000 euro, cifra che sale fino a 20.000 euro per le microimprese. Tuttavia, il quadro normativo di quest’anno ha subito modifiche sostanziali rispetto ai piani precedenti, modifiche che riguardano non solo le soglie di contributo ma anche i requisiti richiesti per l’accesso. Un’apertura, quella del portale, che invece di portare sollievo rischia di acuire le tensioni accumulate nella filiera della distribuzione automobilistica.
Per capire la portata del problema, occorre guardare a quanto sta accadendo con gli incentivi per le auto elettriche. Le vendite delle BEV sul mercato italiano hanno registrato progressi indiscutibili, come dimostrano i numeri delle immatricolazioni degli ultimi mesi. Eppure, da tempo si è manifestato un intoppo nei rimborsi destinati alle concessionarie. Sia UNRAE sia Federauto lo hanno ribadito con forza nei rispettivi comunicati sull’andamento del mercato auto italiano di marzo 2026. Un intoppo che rischia di trasformarsi in una voragine.
Concessionari allo scoperto, il rebus dei soldi anticipati
Il meccanismo dell’ecobonus 2025 – rifinanziato con ingenti risorse del PNRR – sta mostrato crepe preoccupanti nella sua fase attuativa. Le principali associazioni di categoria hanno lanciato l’allarme: i concessionari, che agiscono come intermediari anticipando lo sconto statale in fattura per i clienti, si ritrovano spesso con le casse vuote. Una beffa paradossale: da un lato spingono le vendite, dall’altro restano a credito dello Stato per somme che a loro volta hanno già sborsato. La loro liquidità, insomma, è stata messa a dura prova da un sistema che premia l’acquisto ma punisce chi quel premio lo eroga materialmente.
Un ingorgo senza soluzione, la richiesta delle associazioni
Il sistema dei rimborsi continua a incepparsi, e non è un dettaglio da poco. Federauto e UNRAE hanno confermato la persistenza della problematica, chiedendo un intervento diretto per sbloccare le pratiche arretrate. Il paradosso, se vogliamo, è che più l’ecobonus funziona in termini di adesioni – più auto elettriche si vendono – più la macchina dei rimborsi arranca. I concessionari, nel frattempo, restano appesi a un filo: hanno anticipato lo sconto, ma la restituzione tarda ad arrivare. E in un mercato già fragile, questo ritmo spezzato rischia di compromettere l’intera transizione ecologica dal lato della distribuzione.




