Sassari brinda al nuovo anno con Pezzali, una piazza stracolma e qualche intoppo
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Sassari si è confermata, in una Sardegna che nella notte di San Silvestro ha visto scendere in piazza complessivamente più di duecentomila persone per gli eventi finanziati dalla Regione, la regina sarda del Capodanno. La città ha puntato tutto sul grande concerto pop in Piazzale Segni, richiamando una folla immensa, stimata dalle forze dell'ordine e dagli organizzatori tra le venticinquemila e le trentacinquemila presenze, numeri che di gran lunga superano quelli delle altre piazze isolane. Un successo di pubblico, quello per Max Pezzali, che segna una decisa virata rispetto alle edizioni passate, caratterizzate da formule più tradizionali o da cornici più raccolte, e che sembra voler lanciare un messaggio chiaro sull'ambizione di Sassari di diventare un polo di attrazione turistica per le festività di fine anno. L’ex frontman degli 883, salito sul palco poco dopo le dieci di sera, ha deliziato la folla con i suoi successi intramontabili, scatenando un coro collettivo che ha riscaldato la notata fino ai saluti delle autorità cittadine poco prima della mezzanotte.
L'organizzazione sotto la lente tra entusiasmo e critiche
Non è mancato, tuttavia, chi ha sollevato qualche perplessità sull’organizzazione dell’evento, puntando il dito in particolare sulla qualità dell’audio, giudicata da alcuni non all’altezza della dimensione dell’appuntamento. Al di là di questi intoppi tecnici, che non hanno però sminuito l’entusiasmo generale, l’investimento sul Capodanno in piazza appare sempre più come una scelta strategica per la città, la quale, nel voler competere con altre mete per il turismo interno durante le feste, dimostra di credere nel potenziale di richiamo di eventi di massa di questa portata. La serata, aperta dalle note del dj Sergione, è proseguita senza intoppi di sorta, regalando oltre un’ora e mezza di musica che ha fatto ballare e cantare una platea trasversale per età, unita dalla colonna sonora comune degli anni Novanta e Duemila.
Il contesto regionale e l'impatto sul territorio
L’exploit di Sassari si inserisce in un quadro regionale che ha visto numerosi centri, da nord a sud dell’isola, organizzare concerti e spettacoli per la notte di fine anno, con l’obiettivo dichiarato di animare i territori e sostenere il comparto commerciale e turistico. La cifra totale di partecipanti, superiore alle duecentomila unità, indica un ritorno significativo alla festa collettiva dopo periodi più difficili, sebbene il primato indiscusso per affluenza spetti proprio al capoluogo turritano. Questo risultato non è casuale, ma frutto di una precisa volontà amministrativa di rilanciare l’immagine della città attraverso un evento di richiamo nazionale, scegliendo un artista dal repertorio estremamente popolare e in grado di attrarre un pubblico molto ampio, come di fatto è avvenuto.
Una notte che guarda al futuro
La scelta di Max Pezzali, artista di culto per generazioni, si è dunque rivelata vincente nel concreto, riempiendo non solo lo spazio dedicato al concerto vero e proprio ma anche tutte le aree limitrofe, dove molti hanno comunque potuto assistere allo spettacolo. La presenza del sindaco Giuseppe Mascia e dell’assessora alla Cultura Nicoletta Puggioni sul palco per gli ultimi minuti del vecchio anno ha simbolicamente sancito l’importanza attribuita dall’amministrazione comunale a questa kermesse. La notte di Sassari, nonostante le inevitabili polemiche che accompagnano sempre gli eventi di tale mole, lascia dunque un bilancio ampiamente positivo e sembra tracciare una strada che la città intende percorrere anche per il futuro, puntando su grandi nomi della musica e su un’organizzazione sempre più capillare per cementare il proprio ruolo di capitale sarda del Capodanno.




