Il conto alla rovescia per le accise: dal primo maggio rincari in arrivo su benzina e diesel
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Redazione Economia
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Il meccanismo dell’emergenza, si sa, finisce spesso per trasformarsi in una consuetudine dalla quale è difficile prendere le distanze; eppure, per il taglio delle accise sui carburanti, quello introdotto per arginare la crisi dei prezzi legata al conflitto con l’Iran, lo scenario è destinato a cambiare radicalmente allo scadere della mezzanotte del primo maggio. La misura, che vale complessivamente 24,4 centesimi al litro (Iva compresa), non è stata ancora rinnovata, e il governo – come lasciano intendere le cronache di queste ore – sembra davvero intenzionato a lasciarla scadere, tra i vincoli di bilancio e le pressioni internazionali che invitano a sterilizzare gli aiuti generalizzati per trasformarli in sostegni mirati. Se così fosse, l’effetto sulla percezione del costo della vita sarebbe tutt’altro che trascurabile: gli automobilisti che rientreranno dai ponti primaverili si troverebbero davanti un bollettino di guerra economica, con il gasolio destinato a diventare il fanalino di coda d’Europa.
Il caro diesel verso i 2,30 euro, mentre la benzina si avvicina a quota 2
Le simulazioni elaborate dalle principali testate economiche, come il Sole 24 Ore, dipingono uno spaccato preciso di ciò che ci aspetta. In assenza dell’attuale sconto fiscale, il prezzo della benzina potrebbe attestarsi intorno a 1,981 euro al litro, una soglia comunque alta ma che impallidisce di fronte alla stangata prevista per il gasolio. Il diesel, infatti, rischia di schizzare fino a 2,307 euro al litro. Un valore, quest’ultimo, che proietterebbe l’Italia al vertice delle classifiche europee per il costo del carburante, scavalcando nazioni storicamente care come i Paesi Bassi e la Finlandia. Questo scatto in avanti – va notato – è aggravato da un intervento normativo precedente: il riordino delle accise avvenuto lo scorso gennaio, che ha rialzato la tassazione sul gasolio per allinearla a standard ambientali più green, mentre quella sulla benzina è stata leggermente ridotta.
Effetto domino su famiglie e autotrasporto tra conti e viaggi
L’impatto di questo rincaro – se la proroga non dovesse arrivare in extremis – è già stato quantificato da associazioni come il Codacons e la Cgia di Mestre, i cui rapporti disegnano una situazione complessa. Considerando i flussi di mobilità del periodo che va dal 25 aprile al 3 maggio, con circa 95 milioni di spostamenti previsti su gomma, la spesa extra per i rifornimenti rispetto all’anno scorso potrebbe raggiungere la cifra record di 1,4 miliardi di euro. Un pieno di diesel, attualmente, costa già 23,3 euro in più rispetto al 2025, mentre la benzina segna un +1,8 euro. Dal punto di vista dei trasporti professionali, però, il discorso si fa ancora più spinoso. L’Ufficio studi della Cgia ha avvertito che l’autotrasporto ha già subito extracosti per circa 1,5 miliardi di euro nei primi due mesi di guerra e che, senza ammortizzatori, molte imprese monoveicolari rischiano il collasso a causa dello scollamento tra i costi immediati del carburante e gli incassi dilazionati delle fatture.
Numeri, bilanci statali e lo spettro dello sciopero
Dietro l’angolo, a complicare la tenuta sociale, c’è la reazione della categoria più esposta. Il settore dell’autotrasporto, che utilizza quasi esclusivamente gasolio, ha già preannunciato uno sciopero nazionale previsto tra il 25 e il 29 maggio. Un’agitazione che nasce dalla consapevolezza che il taglio delle accise, per quanto utile, non è bastato a scongiurare la crisi di liquidità in un comparto dove il gasolio incide per circa il 30% sui costi operativi. Il governo, nelle more della decisione, deve fare i conti con un’altra realtà: il taglio è costato alle casse dello Stato circa un miliardo di euro al mese, e le risorse per una nuova proroga – in un contesto di deficit da rispettare – non sono affatto scontate. Per ora, dunque, il primo maggio resta una data cerchiata di rosso sui calendari, in attesa di sapere se il prezzo alla pompa subirà l’ennesima, pesantissima impennata o se una manovra dell’ultimo minuto riuscirà a sterilizzare il colpo.




