Messi a 39 anni: "Un giorno il corpo dirà basta, ma non è ancora quel giorno. Ai Mondiali per vincere ancora"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   "Insieme ci divertiamo, è questo il nostro segreto. Ci piace stare insieme, giocare insieme, vincere insieme". Lionel Messi, numero 10 e capitano dell'Argentina, ha scelto queste parole per presentarsi ai microfoni de Il Corriere della Sera, nel corso di un'intervista in cui ha toccato diversi temi: dall'obiettivo di riconfermarsi campione del mondo, a un momento difficile legato alla salute di suo padre, fino a un pensiero inevitabile sul futuro della sua straordinaria carriera.

L'occasione è stata anche quella del suo 39esimo compleanno, celebrato in pieno Mondiale con la sua Nazionale.

"Vincere ancora per la nostra gente"

La vittoria in Qatar, nel 2022, è stata un'apoteosi che ha segnato la storia del calcio argentino. Eppure, la sete di trionfi non si è spenta, specialmente quando si parla di regalare gioia a un popolo che vive il calcio con una passione viscerale. Messi lo sa bene e spiega: "Chi sta in Argentina vive e soffre per la squadra. So che hanno visto la partita nelle scuole, al lavoro. E anche chi arriva fin qui in America spendendo magari anche i soldi che non ha, facendo sacrifici. Noi sentiamo il dovere di provare a regalare loro ancora una volta una gioia. la festa di quattro anni fa è stata indimenticabile. E allora ci siamo detti: rifacciamolo". Lo fa con la consapevolezza di chi ha già scritto pagine indelebili e che, nonostante le critiche, ha sempre saputo rispondere sul campo. "Per quanto si dica, questa squadra non deve dimostrare più nulla. Ha già dimostrato in tanti anni di non mollare mai. Ma noi vogliamo battere tutti di nuovo. siamo qui per questo", ha aggiunto il fuoriclasse, allontanando ogni tentativo di sminuire le ambizioni di una squadra che resta la favorita, nonostante le difficoltà di una competizione che si preannuncia più equilibrata rispetto a quattro anni fa.

I giorni difficili e la forza della famiglia

Il capitano dell'Albiceleste ha poi aperto una porta sulla sua sfera personale, rivelando il motivo di quelle lacrime che lo hanno visto commuoversi dopo il primo gol segnato contro l'Algeria. Non si è trattato di semplice emozione sportiva: "Ho un grande gruppo di compagni attorno a me, li ringrazio. Sono speciali. Sono felice, ora i miei tre figli sono abbastanza grandi per capire quello che succede. È una grande soddisfazione per me. I bambini, mia moglie Antonella, mio padre: senza di loro non sarei arrivato fin qui".

Un ringraziamento che racchiude il peso di questi giorni, segnati dalla preoccupazione per la salute di papà Jorge, che per questo motivo non ha potuto seguirlo in America. I figli Thiago, Mateo e Ciro, ormai grandi, diventano un punto di riferimento in un momento delicato, mentre il padre, da sempre suo agente e mentore, resta nei suoi pensieri e nelle sue parole: "Non ho mai smesso di competere per vincere, ma un giorno il corpo dirà stop. Ma non è ancora arrivato, quel giorno", ha dichiarato, mettendo da parte le voci di un possibile ritiro.

Un compleanno speciale e la voglia di non fermarsi

A 39 anni, Messi è il capocannoniere del torneo con 5 reti in due partite, una media che supera quella del leggendario Just Fontaine. Ha appena infranto il record di Miroslav Klose diventando il miglior marcatore della storia dei Mondiali con 18 gol. Ma più dei numeri, a sorprendere è la sua capacità di essere ancora decisivo a questi livelli, come dimostrato anche dalla tripletta all'Algeria e dalla doppietta all'Austria che hanno regalato il passaggio del turno all'Argentina.

Nel giorno del suo compleanno, i compagni gli hanno riservato una sorpresa nella notte, entrando nella sua stanza d'albergo con canti e regali scherzosi. Una festa semplice ma sentita, che ha coinvolto tutta la delegazione, come dimostrano le immagini diventate virali sui social. Per Scaloni, il suo allenatore, non ci sono più parole per descriverlo, mentre l'avversario Rangnick lo ha definito senza mezzi termini il migliore.

Intervistato dal Corriere della Sera, Messi si è detto grato e felice per una carriera vastissima, densa di successi e senza gravi infortuni, impreziosita dai trionfi con l'Albiceleste negli anni della maturità. "Vincerne un altro, qui in America, sarebbe chiedere troppo", ha sorriso, ma il suo sguardo e le sue parole raccontano di un uomo che non è ancora sazio e che vuole continuare a inseguire la storia, finché il corpo glielo consentirà.

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