Tir contromano sulla A26: il conducente ubriaco, sfiorata la strage

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Qualche sera fa, intorno alle 22, la sala operativa del centro di Torino ha lanciato l’allarme alle pattuglie in servizio sulla A26 Voltri-Sempione: un mezzo pesante stava procedendo nella direzione sbagliata. Il conducente di quell’autoarticolato, che avrebbe dovuto rappresentare la massima espressione della prudenza su gomma data la mole del veicolo, aveva invece trasformato l’asfalto in una trappola mortale, percorrendo contromano il tratto compreso tra Romagnano Sesia e Vercelli Est.

Solo la combinazione tra la pronta segnalazione dei malcapitati che lo hanno incrociato e l'intervento tempestivo delle forze dell’ordine ha evitato che quella follia si trasformasse in una carneficina.

La polizia stradale, una volta raggiunta l’area interessata dalla pericolosa deriva del camionista, ha dovuto mettere in atto una procedura d’emergenza per scongiurare l’impatto frontale con gli altri automobilisti.

Hanno quindi attivato il cosiddetto dispositivo di "safety-car", una sorta di scudo umano e meccanico che ha permesso di rallentare progressivamente e infine bloccare i veicoli che sopraggiungevano nel senso di marcia corretto.

Parallelamente, gli agenti hanno raggiunto e affiancato il tir fuori controllo, riscontrando immediatamente le evidenti difficoltà del guidatore nel mantenere una traiettoria lineare, tanto che lungo i dieci chilometri percorsi illegalmente il mezzo aveva più volte urtato il guard-rail, lasciando segni inequivocabili del suo passaggio.

Il responso dell’etilometro e le conseguenze penali

Quando finalmente il tir è stato messo in sicurezza fuori dalla carreggiata, nei pressi dell’intersezione con la A4 Torino-Milano, gli agenti hanno sottoposto l’uomo ai controlli di rito, e il responso non ha lasciato spazio a dubbi. Il tasso alcolemico rilevato è stato di 2,18 grammi per litro, una soglia che supera di oltre quattro volte il limite consentito dalla legge. Un tasso, quello registrato, che di fatto annichilisce qualsiasi capacità di discernimento e reazione, aggravando ulteriormente la posizione del conducente.

Per lui sono scattate immediatamente la denuncia all’autorità giudiziaria per guida in stato di ebbrezza, la sanzione amministrativa per la marcia contromano, la revoca immediata della patente e il fermo amministrativo del mezzo pesante per i prossimi tre mesi.

Un precedente inquietante per l’A26

La tratta autostradale piemontese, purtroppo, non è nuova a episodi di questa gravità, sebbene in questo caso la sorte abbia voluto che il bilancio fosse solo di danni materiali.

Un precedente giudiziario di rilievo, legato proprio a un altro caso di guida contromano e in stato di ebbrezza sulla stessa A26, aveva già messo in luce le difficoltà del sistema penale nel gestire simili evenienze: la Cassazione, anni fa, ha dibattuto a lungo sulla differenza tra dolo eventuale e colpa cosciente in simili contesti, annullando una maxi condanna per un caso che invece si era concluso con la morte di quattro ragazzi.

In quella circostanza, la corsa contromano era durata ben trenta chilometri, trasformando l’autostrada in un videogioco mortale prima dell’impatto fatale.

L’episodio di questi giorni, seppur conclusosi senza vittime, ripropone identici interrogativi sulla sicurezza e sulla capacità di vigilanza lungo le arterie autostradali italiane, dove la mole del tir avrebbe reso l’inevitabile impatto frontale un evento letale per decine di innocenti. La prontezza della polizia ha certamente impedito il peggio, ma resta l’amara considerazione che solo l’intervento umano ha potuto arginare una follia che la tecnologia dei controlli preventivi non è riuscita a fermare.

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