Sette chilometri in contromano: la strage dell’A4 con quattro morti e un’unica sopravvissuta
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Redazione Interno
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Silvia Moramarco, architetta trentina di 37 anni, è ancora ricoverata in gravi condizioni all’ospedale Niguarda di Milano dopo l’incidente che ieri mattina ha sconvolto l’A4 Torino-Milano. L’unica sopravvissuta allo schianto, che ha ucciso quattro persone – tra cui suo marito –, è stata operata d’urgenza mentre i medici continuano a monitorarne le condizioni.
La dinamica, ricostruita dalle prime indagini, parla di un errore fatale. Egidio Ceriani, 81enne di Magenta, aveva imboccato l’autostrada in direzione sbagliata dopo aver mancato l’uscita al casello di Arluno. «Era uscito per comprare dei sonniferi, non dormiva da due giorni», ha raccontato Giuseppe Valisi, amico d’infanzia dell’anziano, il quale ha percorso ben sette chilometri in contromano prima dello scontro frontale. Ceriani, che viaggiava a bordo di una Peugeot 207, è morto sul colpo insieme a tre delle quattro persone coinvolte nel tamponamento a catena che ne è seguito.
Tra le vittime anche Mario Paglino, 52 anni, e Gianni Grossi, 48, due nomi noti nel settore delle fashion dolls, artefici del successo artistico della Barbie a livello internazionale. L’impatto, avvenuto tra Novara Est e Marcallo Mesero, ha lasciato poco spazio ai soccorsi: solo l’intervento tempestivo dei sanitari ha permesso di estrarre viva la Moramarco, il cui quadro clinico resta però critico.




