Sette chilometri in contromano: la strage dell’A4 e l’unica sopravvissuta

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’architetta Silvia Moramarco, 37 anni, originaria del Trentino, è ancora ricoverata in gravi condizioni all’ospedale Niguarda di Milano dopo l’incidente che ieri mattina ha sconvolto l’A4 Torino-Milano. Quattro le vittime, tra cui suo marito, mentre la dinamica dell’impatto – un frontale provocato da un’auto in contromano – lascia poco spazio a dubbi: si tratta di uno di quegli errori umani che, in pochi secondi, trasformano una banale distrazione in tragedia.

A guidare la vettura che ha imboccato la corsia opposta era Egidio Ceriani, 81 anni, residente a Magenta. Secondo quanto ricostruito, l’anziano, dopo aver sbagliato l’uscita al casello di Arluno, avrebbe percorso almeno sette chilometri nella direzione sbagliata prima di scontrarsi con l’auto su cui viaggiava la Moramarco. «Era uscito per comprare dei sonniferi», ha raccontato Giuseppe Valisi, amico d’infanzia di Ceriani, aggiungendo che l’uomo «non dormiva da due giorni». Una circostanza che, se confermata, potrebbe spiegare – senza giustificare – il tragico abbaglio.

Le indagini, ora, cercheranno di chiarire ogni dettaglio, a partire dalle condizioni fisiche e psicologiche di Ceriani al momento dell’incidente. Nei prossimi giorni sarà disposta l’autopsia, mentre i soccorritori hanno già descritto una scena «di estrema violenza», con le due vetture ridotte a rottami. Quanto alla Moramarco, sottoposta a un intervento chirurgico d’urgenza, i medici mantengono un «cauto pessimismo»: le sue condizioni, seppur stabili, restano critiche.

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