Schianto sulla A4, quattro morti e una donna ancora grave: l’auto contromano per sette chilometri

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’A4, arteria congestionata dall’esodo estivo, è diventata teatro di una strage ieri mattina, domenica 28 luglio, quando un’ottantaduenne ha percorso sette chilometri contromano tra Arluno e Novara Est, seminando morte prima di essere travolto lui stesso dalle conseguenze della sua folle marcia. Quattro i morti, tra cui il marito di Silvia Moramarco, 37 anni, unica sopravvissuta ma ancora in prognosi riservata al Niguarda di Milano dopo un intervento chirurgico d’urgenza per fratture e traumi multipli.

La dinamica, ricostruita dai video di sorveglianza, è agghiacciante: alle 11.03 Egidio Ceriani, 82 anni, residente a Magenta, ha invertito la marcia al casello di Arluno imboccando la rampa in direzione opposta. Nonostante l’età avanzata, la patente gli era stata rinnovata a marzo 2024 senza restrizioni, né obbligo di lenti. Eppure, per cinque interminabili minuti, la sua Peugeot 207 ha viaggiato a senso invertito nella corsia di sorpasso, scontrandosi frontalmente con altre vetture tra i chilometri 110 e 103.

Oltre a Ceriani, hanno perso la vita tre altri automobilisti, schiacciati dall’impatto o rimasti intrappolati nei rottami. La Moramarco, originaria di Trento, è stata estratta in condizioni disperate dai vigili del fuoco e trasportata d’urgenza a Milano, dove i medici hanno tentato di stabilizzarne le condizioni.

L’episodio riaccende il dibattito sui controlli per il rinnovo delle patenti agli anziani, già al centro di polemiche dopo incidenti analoghi. Ma ieri, a parlare, sono state solo le immagini delle telecamere: quelle di un’auto che procedeva a 110 all’ora contro il flusso del traffico, e quelle dei soccorritori costretti a recuperare corpi senza vita tra lamiere contorte. L’autostrada, chiusa per ore, è diventata un lungo corridoio di ambulanze e carri attrezzi, mentre i familiari delle vittime attendevano notizie ai pronto soccorso.

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