Lecco, terrore in galleria: un’auto contromano per chilometri sulla statale 36
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Redazione Interno
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La paura, in queste situazioni, è un’onda improvvisa che annulla il rumore del motore e lascia solo il battito cardiaco a martellare nelle orecchie. È ciò che hanno provato decine di automobilisti, venerdì sera, mentre percorrevano la carreggiata sud della statale 36 verso Lecco, quando si sono trovati di fronte ai fari abbaglianti di un’auto che viaggiava contromano dentro la galleria del Monte Barro. Il veicolo, come risulta dalle prime ricostruzioni delle forze dell’ordine, aveva imboccato la corsia di sorpasso procedendo in senso inverso, sfiorando più volte l’impatto frontale in un percorso folle che sembra essersi protratto per diversi chilometri prima che il conducente, probabilmente, uscisse o invertisse la marcia. Alcuni di loro, quelli che hanno avuto il tempo di reagire, hanno sterzato per scansare la minaccia che avanzava; altri hanno solo il ricordo di un lampo bianco e della consapevolezza di aver evitato la tragedia per un soffio.
La dashcam che documenta il rischio estremo
A documentare la pericolosità della scena, resa ancora più cupa dalla penombra del tunnel, sono stati alcuni video girati con dashcam e poi diffusi sui social network. In uno dei filmati, particolarmente eloquente, si vede un taxista all’altezza di Civate che compie una manovra brusca per schivare l’auto contromano, con un margine di sicurezza che si misura in frazioni di secondo. Quelle immagini, che mostrano il veicolo sfrecciare sulla corsia riservata al sorpasso, hanno fornito alle autorità elementi preziosi per avviare le indagini, le quali puntano ora a stabilire con esattezza il punto d’ingresso nella statale e la reale estensione di quella marcia suicida. La circostanza, del resto, non è isolata e si inserisce in un quadro che desta allarme, considerando come episodi del genere mettano a repentaglio l’incolumità pubblica in modo del tutto gratuito.
Il terzo caso in pochi mesi sulla stessa arteria
Quello di venerdì sera, a ben vedere, rappresenta il terzo episodio analogo registrato in meno di tre mesi lungo la stessa arteria, la cosiddetta strada delle Olimpiadi che collega Milano alla Valtellina. Una ripetizione inquietante, la sua, che solleva interrogativi non banali sulla sicurezza di un’infrastruttura viaria fondamentale per il traffico lombardo e sulle possibili cause di simili comportamenti al volante. Le forze dell’ordine, oltre a cercare il conducente del veicolo, stanno valutando ogni ipotesi senza tralasciare alcun dettaglio, dall’erroneo accesso a una rampa fino a condizioni psicofisiche alterate di chi era al posto di guida. L’obiettivo, neanche a dirlo, è prevenire che fatti simili possano ripetersi, dato che l’esito, già sfiorato più volte, potrebbe essere ben diverso e segnato dalla cronicità nera della cronaca.
Le indagini per ricostruire la dinamica precisa
Il lavoro investigativo, in questi frangenti, procede incrociando le testimonianze di coloro che si sono trovati sulla traiettoria del pericolo con i dati tecnici e le immagini di sorveglianza. Stabilire per quanta strada esattamente l’auto abbia viaggiato contromano è un passaggio cruciale, poiché permetterebbe di circoscrivere le responsabilità e di comprendere se vi siano state occasioni mancate per bloccarne la corsa prima che entrasse nel tunnel. La carreggiata nord della galleria, quella in direzione Milano, è stata infatti attraversata per intero dal veicolo in senso inverso, un dettaglio che fa comprendere la durata e la distanza di quell’azione. Si tratta di elementi, questi, che le autorità competenti stanno vagliando con la massima attenzione, consapevoli che la sicurezza stradale, soprattutto in tratti complessi e a scorrimento veloce, non ammette leggerezze o distrazioni, sia da parte di chi guida sia nella progettazione della viabilità.




