Anziano contromano in autostrada: un’altra vittima e il nodo della sicurezza
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Redazione Interno
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Le autostrade piemontesi, già segnate dal tragico incidente di pochi giorni fa sulla A4 – quando un 82enne, imboccando la Torino-Milano in direzione opposta, aveva causato la morte di quattro persone – sono state protagoniste di un nuovo episodio drammatico. Un 88enne, alla guida di una Fiat Panda, è entrato contromano sull’A32 Torino-Bardonecchia, scontrandosi frontalmente con un’altra vettura. Nell’impatto ha perso la vita la moglie 87enne, mentre il conducente dell’auto investita, un trentenne, è rimasto gravemente ferito.
La dinamica, quasi identica a quella dell’incidente precedente, riaccende il dibattito sui rischi legati alla guida in età avanzata e sulle carenze del sistema di prevenzione. Sebbene i casi di automobilisti che imboccano l’autostrada nel senso sbagliato possano sembrare eccezionali, la ripetizione di eventi simili in così poco tempo dimostra come il fenomeno non sia affatto marginale. Le vittime, che si sommano ai feriti, rendono urgente una riflessione sulle possibili contromisure.
Tra le ipotesi avanzate, oltre a un esame più rigoroso per il rinnovo della patente agli over 70, c’è quella di potenziare la segnaletica agli ingressi autostradali, spesso poco chiara o insufficiente per chi non ha più tempi di reazione rapidi. Non si tratta solo di valutare le condizioni psicofisiche degli anziani al volante, ma anche di intervenire sull’infrastruttura, riducendo al minimo i margini di errore.




