Le azzurre di biathlon sfiorano il successo a Ruhpolding, la Francia interrompe il dominio norvegese

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Un podio, quello conquistato dalle atlete italiane nella staffetta femminile di biathlon a Ruhpolding, che sa di vertice sfiorato ma che conferma la solidità del movimento. La formazione composta da Hannah Auchentaller, Dorothea Wierer, Michela Carrara e Lisa Vittozzi, la quale ha chiuso la frazione conclusiva, ha infatti ingaggiato un serrato duello con le fortissime norvegesi, mantenendo testa a testa sino agli ultimi metri di una gara combattuta sui 4x6 chilometri. Le avversarie scandinave, nel cui quartetto figuravano Johansen Marthe Krakstad, Arnekleiv Juni, Knotten Karoline Offigstad e Kirkeeide Maren, hanno avuto la meglio solo sul filo di lana, fermando il cronometro sul tempo di 17:06.9 e costringendo così le italiane al secondo posto, un risultato di altissimo livello che arricchisce comunque i loro palmarès in una stagione, quella di Coppa del Mondo, già ricca di soddisfazioni. Le gare in Baviera proseguono senza soluzione di continuità, con il programma che prevede, dopo le due giornate dedicate alle staffette, la Sprint femminile in calendario venerdì pomeriggio.

La reazione tricolore e il programma femminile

Le azzurre, che hanno dimostrato di poter lottare alla pari con le squadre più blasonate, non hanno dunque tempo di rimuginare sull’epilogo della staffetta, dovendo invece concentrarsi immediatamente sulla nuova sfida. Alla partenza della Sprint, infatti, saranno in cinque a rappresentare l’Italia, con Vittozzi e Wierer che si presenteranno al via con i pettorali 52 e 64, mentre da tenere d’occhio sarà anche la prestazione di Michela Carrara. Un appuntamento, questo, che apre ufficialmente il fine settimana di gare in cui torneranno in pista gli uomini nella giornata di sabato, per poi concludere domenica con le prove di Inseguimento, vero e proprio gran finale della tappa tedesca.

Il trionfo transalpino nella staffetta maschile

Sul fronte maschile, invece, la scena è stata dominata da una Francia determinata e ribelle, la quale ha spezzato il lungo dominio norvegese nelle staffette di questa stagione. I transalpini, guidati da un quartetto d’eccezione formato da Fabien Claude, Emilien Jacquelin, Quentin Fillon Maillet ed Eric Perrot, hanno vinto l’ultima staffetta stagionale prima dei Giochi Olimpici nonostante un giro di penalità e solamente quattro ricariche complessive, imponendosi con un tempo di 1:08’58”1. Una vittoria, la loro, definita “di rabbia” e tanto attesa, esplosa in un urlo liberatorio al momento del traguardo e che assume un valore particolare a meno di un mese dalle gare di Anterselva. La Norvegia, con Johannes Dale Skjevdal, Sturla Holm Laegreid, Martin Uldal e Vetle Sjaastad Christiansen, ha dovuto accontentarsi del secondo posto, precedendo di poco la Germania che ha completato il podio.

La prova della formazione sperimentale italiana

Diverso, invece, il percorso della staffetta azzurra maschile, schierata in una formazione volutamente sperimentale a causa dell’assenza di atleti di primo piano. La squadra, composta da Braunhofer, Hofer, Zeni e Romanin, ha chiuso la gara al nono posto, dopo essere rimasta a lungo aggrappata alle posizioni di alta classifica per circa metà della competizione. Un risultato che, seppure lontano dai vertici, fornisce indicazioni utili in vista degli impegni futuri, in un contesto dove la Francia ha alzato la voce e la Norvegia ha visto interrotto il suo filotto di tre successi consecutivi nelle staffette di questa annata 2025-2026.

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