Yoshi e il libro misterioso: l’esclusiva Switch 2 che riscrive le regole del relax
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Ci sono videogiochi, e lo si scopre spesso dopo averli accesi quasi per caso, che riescono a costruire un’identità sottraendosi alla frenesia del mercato; e Yoshi, in fondo, lo ha sempre fatto. Dalle prime apparizioni in Super Mario World – dove pure il suo ruolo era ancora ancillare, quasi una giostra meccanica al servizio del salto di Mario – fino alle sperimentazioni più recenti, il dinosauro verde di Nintendo ha rappresentato una costante anomalia nel genere a piattaforme. Non è mai stato banale, e forse proprio il suo esordio teatrale era l’unico momento tradizionale di una traiettoria che, da Yoshi’s Island in avanti, ha preso a inseguire una logica diversa: spezzare il ritmo, rompere le regole, ritagliare uno spazio sereno e colorato dove la sfida cede il passo all’esplorazione gentile. Oggi, con l’arrivo di Yoshi and the Mysterious Book in esclusiva per Switch 2 – in uscita il 21 maggio – Nintendo rilancia esattamente quella filosofia, ma lo fa con una consapevolezza tecnica e stilistica che il passato poteva solo intravedere.
Un 2026 di fuoco per Switch 2, e Yoshi arriva al momento giusto
Nintendo ha aperto quest’anno con un ritmo di uscite che ricorda i periodi d’oro della prima Switch: quasi un’esclusiva al mese, tra *Mario Tennis Fever*, *Pokémon Pokopia* e *Tomodachi Life: Una vita da sogno*. Manca poco alla prima candelina della nuova console, e la casa di Kyoto sta mostrando una premura quasi ossessiva nel costruire un catalogo all’altezza del precedente – obiettivo che, per il momento, appare centrato. In questo calendario fitto, **Yoshi and the Mysterious Book** non è un semplice riempitivo, ma una scommessa precisa: portare il dinosauro sull’hardware di nuova generazione con un titolo che ripensa dalle fondamenta l’estetica e le meccaniche della saga. Gli basta un pugno di minuti, nei primi istanti di gioco, per far capire che non siamo di fronte al solito capitolo annunciato; c’è qualcosa di più raffinato, quasi insolito, che profuma di laboratorio artigianale più che di produzione industriale.
La tecnologia antica della carta, e un libro come mondo di gioco
C’era una volta una tecnologia oscura e affascinante, fatta di cellulosa ricavata dalle piante: la carta, i libri, le pagine che si sfogliano con il rumore secco di un’altra epoca. Ebbene, un esemplare di questa antica tecnologia – un “libro misterioso” popolato di creature uniche – diventa il palcoscenico della nuova avventura. Yoshi vi si addentra come in un diorama che prende vita, dove ogni doppia pagina è un livello che si legge (e si salta) con lo stesso stupore di un bambino che scopre un pop-up. Nintendo ha eliminato il multiplayer, scelta non banale in un’epoca di condivisione ossessiva, e ha puntato tutto su un’esperienza solitaria, rilassante, quasi meditativa. Il prezzo – 59,99 € per la versione digitale, 69,99 € per quella fisica – e il PEGI 7 confermano la vocazione trasversale del prodotto, mentre l’assenza del comparto online suggerisce che la vera ricchezza stia altrove: nella cura manuale del level design, nella colonna sonora che non vuole incalzare, nella libertà di perdersi tra le illustrazioni.
Hands-on: quando la sperimentazione non tradisce lo stile
Durante l’anteprima hands-on, ciò che colpisce non è la rivoluzione tecnica – per quanto Switch 2 brilli in fluidità – ma la coerenza poetica. Yoshi non corre, ondeggia; non combatte, esplora. Le meccaniche classiche (il lancio delle uova, il volo con la linguetta) vengono riconfigurate in funzione di enigmi ambientali che sembrano usciti da un libro illustrato, più che da un manuale di game design. Non c’è la frenesia del platform moderno, né la spettacolarizzazione fine a se stessa. C’è, piuttosto, il desiderio di restituire al giocatore un tempo sospeso – quello che si vive quando si sfoglia un albo senza fretta. E in questo, **Yoshi and the Mysterious Book** riesce laddove molti titoli “rilassanti” falliscono: non annoia, non banalizza, non ripete. Costruisce una sua grammatica, e la rispetta.




