La volata per la Champions League entra nel vivo: in cinque per due posti, tra calendari proibitivi e scontri diretti

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La stagione di Serie A, giunta ormai alla sua fase cruciale con l'ultimo trimestre di gare all'orizzonte, non vive esclusivamente di luci e ombre proiettate dalla lotta per lo scudetto, sebbene quella rimanga la principale attrazione per i neutrali. C'è una bagarre altrettanto appassionante, fatta di calcoli, tensione e ambizione, che coinvolge sei squadre – o forse sarebbe più corretto dire cinque, a voler ben guardare la classifica – le quali si giocano l'accesso alle prossime competizioni europee. Se l'Inter, forte del suo cospicuo vantaggio in vetta, può ormai pianificare il suo futuro nella massima competizione continentale con una certa serenità, e il Milan, nonostante i dieci punti di ritardo dai nerazzurri, sembra aver messo una seria ipoteca sul secondo posto forte di un margine rassicurante di nove lunghezze sulla quinta, è dietro di loro che si concentra il vero e proprio affare del finale di campionato.

La classifica avulsa e il peso specifico degli scontri diretti

La fotografia scattata al termine della ventisettesima giornata, e in particolare dopo il rocambolesco pareggio per 3-3 dell'Olimpico tra Roma e Juventus, restituisce un'immagine nitida di questo forcing finale. Il Napoli di Antonio Conte, reduce dal successo in extremis sul campo del Verona, occupa il terzo gradino della graduatoria con 53 punti, eppure il suo vantaggio sulla zona calda è tutt'altro che rassicurante. I partenopei, infatti, guidano un gruppetto di inseguitrici compatte in otto punti: la Roma, quarta a quota 51, il Como, rivelazione del campionato, quinto con 48, e quindi la Juventus a 47 e l'Atalanta a 45. Sono loro, le cinque squadre che in questo momento si contendono i due posti ancora vacanti per la prossima Champions League, e il bello è che molte di loro si incroceranno ancora nei prossimi turni. La lettura della classifica, in questo senso, non può limitarsi ai punti in graduatoria; bisogna iniziare a scaldare la matita per segnarsi gli esiti degli scontri diretti, quelli che, come insegna il regolamento in caso di arrivo a pari merito, potrebbero fare la differenza ben più della differenza reti generale.

Osservando i calendari delle contendenti, si nota come il cammino sia irto di insidie per tutte, seppur con declinazioni diverse. Il Napoli, ad esempio, deve ancora affrontare avversarie ostiche come la Lazio e, soprattutto, il Milan, ma evita gli scontri con le dirette concorrenti fino all'ultima parte della stagione, quando andrà a Como in quella che potrebbe rivelarsi una resa dei conti. La Roma, dal canto suo, reduce dal pareggio con i bianconeri, ha un doppio impegno contro il Bologna in Europa League che potrebbe distrarla, ma in campionato incrocerà l'Inter e proprio i giallorossi di Ranieri avranno lo scontro diretto con l'Atalanta, un vero e proprio spareggio per restare aggrappati al treno che conta. I bergamaschi, unici ancora imbarcati in tre competizioni con Champions League e Coppa Italia, hanno forse il carico di lavoro più gravoso, ma anche la qualità per poter dire la loro fino alla fine, consapevoli di dover affrontare, oltre alla Roma, anche la Juventus in un incrocio che profuma di dentro o fuori.

Il Milan e il valore strategico dei singoli episodi

In questo contesto di grande incertezza, non si può non tornare con la mente a quanto accaduto nel derby di Milano, o meglio a ciò che avrebbe potuto essere e non è stato. Il gol di Pavlovic al novantesimo minuto, nato da una giocata al volo di Modric che ha esaltato la differenza sostanziale tra chi sa calciare in porta senza indugi e chi invece perde secondi preziosi per aggiustarsi il pallone, ha un peso specifico enorme, andando ben oltre il semplice risultato sportivo. Quella rete, che ha mantenuto il distacco tra le due milanesi a dieci punti (dodici sarebbero stati una voragine psicologica), ha di fatto blindato ulteriormente la posizione del Milan, proiettandolo in una dimensione quasi parallela rispetto alla mischia che infuria alle sue spalle. Per squadre come la Juventus, reduce da una stagione di alti e bassi e ora costretta a rincorrere, ogni episodio, ogni giocata diventa un tassello fondamentale per la costruzione di un finale che si preannuncia rovente, dove la tensione e la stanchezza, come dimostrato dalle tante partite decise nei minuti di recupero, giocheranno un ruolo da protagonista al pari del talento.

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