Petrolio, l’Aie lancia l’allarme: mancano 1,8 milioni di barili al giorno

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il mercato del petrolio deve affrontare una carenza di 1,8 milioni di barili al giorno, secondo l’ultimo rapporto dell’Agenzia internazionale dell’energia (Aie), che segnala un forte calo delle scorte globali nel trimestre in corso. La riduzione delle riserve avverrebbe a un ritmo più che doppio rispetto alle stime precedenti, mentre la domanda mondiale inizia a rallentare a causa dell’aumento dei prezzi. Le tensioni legate alla ripresa della guerra in Iran e le interruzioni marittime nell’area di Hormuz stanno influenzando la disponibilità di greggio sui mercati internazionali.

Scorte di petrolio in calo nonostante la domanda più debole

L’Aie evidenzia che il mercato petrolifero si trova in una fase caratterizzata da un contrasto tra minori consumi e una riduzione delle disponibilità. Da una parte, l’impennata dei prezzi sta frenando la domanda di petrolio; dall’altra, le rinnovate ostilità e le difficoltà nei collegamenti marittimi stanno limitando la ripresa della produzione. Secondo l’Agenzia, proprio questo squilibrio sta portando a un assottigliamento delle scorte globali, con un ritmo di diminuzione superiore a quello previsto in precedenza.

La situazione internazionale continua a generare incertezza sulle quotazioni delle materie prime energetiche. Dopo i rialzi registrati nella mattinata, il prezzo del petrolio ha mostrato un leggero ritracciamento, con il Brent scambiato sotto gli 89 dollari al barile. Anche il prezzo del gas ad Amsterdam è risultato in crescita, raggiungendo 59,5 euro al megawattora, mentre gli operatori monitorano gli sviluppi legati al quadro geopolitico in Medio Oriente.

Le quotazioni di WTI e Brent dopo le tensioni sui mercati

Le borse europee hanno mantenuto un atteggiamento prudente, con variazioni contenute durante la seduta. Milano ha registrato un rialzo dello 0,2%, Francoforte dello 0,5%, Londra è rimasta sostanzialmente stabile e Parigi ha chiuso in calo dello 0,1%. L’andamento dei mercati è stato condizionato dalle incertezze sulle forniture energetiche e dalle conseguenze delle turbolenze in Medio Oriente sulle materie prime.

Il petrolio ha poi chiuso la seduta in lieve ribasso a New York, con gli operatori ancora concentrati sugli effetti delle tensioni geopolitiche. Il WTI, il greggio di riferimento per il mercato americano negoziato al Nymex di New York, ha terminato gli scambi a 83,02 dollari al barile, con una variazione negativa dello 0,22%. Anche il Brent ha registrato un lieve calo, attestandosi a 88,79 dollari al barile, in una giornata segnata dall’attesa sui possibili sviluppi del mercato.

Il deficit di greggio al centro delle valutazioni dell’Aie

Il dato indicato dall’Agenzia internazionale dell’energia mette al centro del dibattito il rapporto tra produzione, disponibilità e consumi di petrolio. Il deficit di 1,8 milioni di barili al giorno emerge in una fase in cui la domanda sta rallentando per effetto dei prezzi elevati, ma le scorte non riescono a compensare le difficoltà legate alla produzione e ai trasporti marittimi.

Il rapporto dell’Aie descrive quindi un mercato energetico influenzato contemporaneamente dalla riduzione della domanda e dalla contrazione delle riserve disponibili. Le quotazioni di petrolio, gas e altri asset energetici continuano a risentire dell’incertezza internazionale, mentre gli operatori osservano l’evoluzione delle condizioni che stanno determinando la carenza di greggio segnalata dall’Agenzia.

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