Trump conferma i dazi Usa dal 2 aprile, alta tensione con India, Cina, Giappone e Corea
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato che i nuovi dazi doganali sulle importazioni entreranno in vigore il 2 aprile, una data che ha definito come il "Giorno della liberazione dell’America". Durante un’intervista rilasciata alla NBC, Trump ha ribadito la sua convinzione che tali misure siano essenziali per trasformare l’economia americana, punendo quei paesi che, a suo dire, si sono approfittati degli Stati Uniti per decenni. L’annuncio ha immediatamente suscitato reazioni forti, sia in Asia che in Europa, con Pechino, Seul e Tokyo che hanno dichiarato l’intenzione di formare un fronte comune per rispondere a queste politiche. Nel frattempo, il vicepremier italiano Antonio Tajani ha sollecitato un intervento deciso da parte dell’Unione Europea.
Trump, nel corso della stessa intervista, ha sottolineato che non gli interessa se i prezzi delle auto straniere aumenteranno, poiché ritiene che i dazi siano l’elemento chiave per rilanciare l’economia nazionale. Ha inoltre escluso categoricamente qualsiasi proroga sull’entrata in vigore delle nuove tariffe, affermando che negozierà solo se gli altri paesi offriranno concessioni di grande valore. In caso contrario, ha dichiarato, non ci sarà spazio per alcun compromesso.
Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, l’amministrazione Trump starebbe anche valutando l’imposizione di dazi universali del 20% su tutti i paesi che intrattengono scambi commerciali con gli Stati Uniti. Tuttavia, all’interno della Casa Bianca il dibattito rimane aperto, con alcuni funzionari che preferirebbero tariffe personalizzate per ciascun partner commerciale. Il programma tariffario, che dovrà essere finalizzato prima della scadenza autoimposta di mercoledì, rappresenta un ulteriore tassello nella strategia del presidente per rifare l’economia americana attraverso una serie di nuove imposte.




