Modello 730/2026 definitivo, le novità su detrazioni e scadenze nella dichiarazione dei redditi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Con il provvedimento numero 71552 del 27 febbraio scorso, l’Agenzia delle Entrata ha messo nero su bianco la versione definitiva del modello 730 per il 2026, quello che i contribuenti utilizzeranno per dichiarare i redditi guadagnati nell’arco del 2025, e le sorprese, si sa, non mancano mai quando si parla di carte bollate. Il calendario fiscale, a questo punto, segna alcune date da cerchiare in rosso: dal 30 aprile la dichiarazione precompilata sarà consultabile online, mentre per l’invio telematico bisognerà attendere il 15 maggio, con il fatidico termine ultimo che resta fissato al 30 settembre 2026, salvo proroghe dell’ultima ora che, come insegna la prassi, non sono mai da escludere del tutto.

La rimodulazione delle detrazioni e il nuovo trattamento integrativo

Una delle principali novità, che inciderà in modo concreto sulle buste paga e sui trattamenti pensionistici, riguarda la revisione delle detrazioni per i redditi da lavoro dipendente e l’introduzione di un trattamento integrativo che di fatto sostituisce il vecchio bonus Renzi, seppur con meccanismi di calcolo differenti. Per chi ha un reddito complessivo che non supera i ventimila euro, è previsto il riconoscimento di una somma, che può arrivare fino a 960 euro e che viene esclusa dalla base imponibile, erogata direttamente in busta paga o recuperabile in sede di conguaglio. Per i lavoratori dipendenti con redditi compresi tra i ventimila e i quarantamila euro, invece, spetta una detrazione dall’imposta lorda, ulteriore rispetto a quella ordinaria, il cui importo varia in base al reddito stesso. La struttura dell’Irpef, lo ricordiamo, è ormai stabilizzata su tre aliquote: il 23 per cento fino a 28mila euro, il 35 per cento (ridotta rispetto al passato) per la fascia tra 28mila e 50mila euro, e infine il 43 per cento per la parte eccedente i cinquantamila euro.

Le novità per le famiglie: spese scolastiche e taglio ai benefici per i figli over 30

Una boccata d’ossigeno, seppur parziale, arriva per le famiglie sul fronte delle spese legate all’istruzione. Il limite massimo di spesa su cui calcolare la detrazione del 19 per cento per le spese scolastiche, che comprendono non solo le tasse ma anche la mensa, le gite e il trasporto, sale da 800 a mille euro per ogni studente, il che significa un rimborso Irpef massimo di 190 euro a figlio. Parallelamente, però, vengono introdotti dei tagli significativi ad altre agevolazioni: per i figli a carico di età superiore ai trent’anni, salvo il caso di disabilità accertata, non spetta più alcuna detrazione, e lo stesso vale per gli altri familiari, come generi, nuore, suoceri, fratelli e sorelle, per i quali il beneficio è ora riservato ai soli ascendenti (genitori e nonni) che convivono con il contribuente.

La stretta sui grandi redditi e i nuovi bonus per i neoassunti

Cambiano le regole anche per chi guadagna di più: per i contribuenti con un reddito complessivo superiore a 75mila euro, infatti, scatta un meccanismo di riordino che limita l’importo delle spese detraibili, ad eccezione di quelle sanitarie e degli interessi passivi sui mutui stipulati entro il 2024, sulla base del numero di figli a carico. Tra le novità minori, ma non per questo meno rilevanti, troviamo l’introduzione nel modello 730 di voci come il bonus affitto per i neoassunti, che prevede la detassazione fino a cinquemila euro delle somme erogate dal datore di lavoro per le spese di locazione di chi si è trasferito a oltre cento chilometri di distanza, e la gestione delle cripto-attività, con l’eliminazione della vecchia franchigia di duemila euro per le plusvalenze.

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