Nuovo Codice della strada, multe fino a 160 euro anche per i pedoni: cosa cambia sulle strisce

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il nuovo Codice della strada non riguarda soltanto automobilisti e motociclisti. Anche chi si muove a piedi dovrà prestare maggiore attenzione ad alcuni comportamenti quotidiani, perché il testo approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre 2026 prevede sanzioni specifiche per i pedoni, con importi che vanno da 25 a 160 euro. Le regole interessano gli attraversamenti sulle strisce, la circolazione sulla carreggiata e gli spostamenti notturni fuori dai centri abitati.

L’obbligo di fermarsi prima di attraversare

La novità più rilevante riguarda il comportamento sulle strisce pedonali. Prima di attraversare, il pedone dovrà fermarsi e verificare che gli automobilisti in arrivo lo abbiano visto e si stiano fermando per lasciarlo passare. Una volta sulla carreggiata, dovrà evitare scarti improvvisi e cambi di traiettoria, salvo necessità. Per chi viola queste regole la sanzione prevista va da 40 a 160 euro, come ha spiegato Luigi Altamura, comandante della polizia locale di Verona e referente Anci in Viabilità Italia.

Il testo stabilisce inoltre dove è consentito attraversare: si devono usare strisce, sottopassi o sovrappassi, tranne quando non esistono o si trovano a più di cento metri. In quel caso il pedone deve dare la precedenza ai veicoli e attraversare in modo perpendicolare.

Divieti su incroci, rotatorie e mezzi pubblici

Il nuovo Codice elenca una serie di comportamenti vietati che riguardano la vita quotidiana sulle strade urbane. È vietato attraversare gli incroci in diagonale, attraversare fuori dalle strisce nelle rotatorie dove esistono i passaggi pedonali e passare davanti a bus e tram fermi alle fermate. Per queste infrazioni le multe vanno da 25 a 100 euro. La sanzione sale nella fascia 40-160 euro per chi sbuca di corsa tra le auto parcheggiate o attraversa fuori città in prossimità di curve e dossi, situazioni in cui la visibilità reciproca tra pedone e conducente è ridotta.

Resta invece esclusa dal testo approvato la multa per chi attraversa usando lo smartphone: la previsione era circolata nelle settimane precedenti, ma è stata cancellata prima dell’esame in Consiglio dei ministri.

Visibilità notturna e marciapiedi mancanti

Un capitolo specifico riguarda la circolazione a piedi sulle strade prive di marciapiede o con marciapiede impraticabile. In questi casi il pedone deve camminare contro il senso di marcia sulle strade a doppio senso e sul margine destro su quelle a senso unico; al buio, sulla carreggiata, si procede in fila indiana. Fuori dai centri abitati, di notte e in assenza di illuminazione pubblica, chi cammina sulla carreggiata dovrà indossare giubbotto o bretelle retroriflettenti ad alta visibilità, oppure utilizzare una luce arancione visibile in tutte le direzioni o un’altra illuminazione adeguata.

La multa per chi non si rende visibile va da 40 a 160 euro, mentre l’obbligo non scatta sui marciapiedi delle città. Sono inoltre vietati sostare in gruppo intralciando il passaggio e usare pattini o tavole sui marciapiedi, con sanzioni da 25 a 100 euro.

Il calendario dell’iter e la delega prorogata

Lo schema approvato dal governo non è ancora legge. Il testo deve ottenere i pareri del Consiglio di Stato, della Conferenza Unificata e delle commissioni parlamentari, per poi tornare al governo per il via libera definitivo. La legge n. 171 del 23 settembre 2026 ha prorogato al 14 ottobre 2026 il termine della delega per la riforma del Codice della strada, prevedendo un’ulteriore proroga automatica di 150 giorni nel caso in cui il termine per i pareri parlamentari scada successivamente a quella data.

Questi 150 giorni non si aggiungono ai 30 a disposizione di Consiglio di Stato e Conferenza Unificata, né ai 90 giorni previsti per le Camere. Il termine finale per l’esercizio della delega può quindi slittare fino al 13 marzo 2027. Fino ad allora restano in vigore le norme attuali del Codice del 1992.

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