Gaza, Israele uccide Mohammed Odeh: la tregua con Hamas vacilla ancora
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Redazione Esteri
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Gaza torna al centro del conflitto dopo l’annuncio di Israele sull’uccisione di Mohammed Odeh, indicato come nuovo comandante dell’ala militare di Hamas nella Striscia. L’operazione è avvenuta durante un raid aereo contro un edificio residenziale di Gaza City e, secondo fonti ospedaliere palestinesi, ha causato almeno tre morti e dodici feriti. L’attacco conferma quanto il cessate-il-fuoco del 2025 resti fragile e incapace di interrompere davvero le operazioni militari nella Striscia, dove continuano azioni mirate, attività di intelligence e raid selettivi.
Israele sostiene che Mohammed Odeh fosse alla guida delle Brigate Ezzedine al-Qassam e che rappresentasse il quarto comandante militare di Hamas eliminato dall’inizio della guerra di Gaza. Il suo predecessore era stato ucciso soltanto a metà mese, elemento che mostra la continuità delle operazioni israeliane contro la struttura militare del movimento palestinese. L’attacco su Gaza City si inserisce in una strategia che punta a colpire figure considerate centrali nell’organizzazione armata di Hamas, anche durante una fase formalmente segnata dalla tregua.
La tregua nella Striscia resta instabile
Nonostante il cessate-il-fuoco annunciato nel 2025, la situazione nella Striscia di Gaza continua a essere caratterizzata da violenza e pressione militare. Le notizie arrivate nelle ultime settimane mostrano una tregua definita da più parti “imperfetta”, con raid israeliani che proseguono e una popolazione civile ancora in forte sofferenza. Le informazioni diffuse dopo il bombardamento di Gaza City parlano di numerosi feriti e di vittime civili coinvolte nell’operazione.
Secondo una fonte di Hamas contattata dall’Afp, nel raid sarebbero morti anche la moglie e i due figli di Mohammed Odeh. Le immagini dei funerali celebrati a Gaza hanno mostrato migliaia di persone radunate per l’ultimo saluto al dirigente dell’organizzazione e ai suoi familiari. La presenza di una partecipazione così ampia evidenzia il peso simbolico assunto dalla figura di Odeh all’interno della Striscia, soprattutto dopo la morte del precedente comandante militare.
Nuovi raid e tensioni regionali
L’uccisione di Mohammed Odeh arriva in un contesto regionale già segnato da nuove tensioni. Nelle stesse ore sono stati segnalati altri raid a Gaza e in Libano, mentre continuano gli sviluppi legati al confronto con l’Iran. Israele ha confermato l’operazione contro il leader militare di Hamas, mentre il New York Times ha riferito che gli Stati Uniti avrebbero ripreso attacchi su Teheran in risposta ad azioni considerate minacciose. Dall’Iran, tuttavia, è arrivata la valutazione secondo cui “il ritorno alla guerra è poco probabile”.
Il quadro che emerge mostra una fase in cui la tregua nella Striscia non coincide con una reale sospensione delle ostilità. Israele continua a colpire obiettivi ritenuti strategici, mentre Hamas affronta la perdita progressiva dei propri vertici militari. Sul terreno, intanto, restano le conseguenze dei bombardamenti e una situazione umanitaria segnata da vittime, feriti e continui spostamenti della popolazione civile all’interno di Gaza.




